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ANNI ARRETRATI: 2009 - 2008 - 2007 - 2006



Agricoltura Fisco Immobili Lavoro Legge Finanziaria Novità legislative Previdenza Pubblico impiego Scuola Società
Agricoltura
LA VICENDA DELLE QUOTE LATTE
Settembre 2010 - (Pagina 41)
La manovra 2010 ha totalmente ignorato l’agricoltura salvo che per le multe latte. A sorpresa infatti, con la benedizione del governo, è entrato nel provvedimento lo slittamento del pagamento delle rate delle multe latte (a carico di coloro che avevano prodotto più latte di quanto concesso dai regolamenti comunitari); in particolare la prima rata prevista dalla legge 33 del 2009 e la sesta fissata dalla precedente rateizzazione (legge 119 del 2003). La «33» è la  legge dello scorso anno che ha assegnato le nuove quote ottenute dall’Italia a condizione però che chi aveva ancora i conti aperti regolarizzasse la posizione rateizzando il debito. La stessa cosa era avvenuta del 2003 quando l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva concordato con l’Europa un pagamento dilazionato in 14 anni in quel caso senza interessi. Nonostante le due leggi i grandi «splafonatori» continuano a non pagare.
MANCANO DUE AIUTI TRADIZIONALI
Gennaio 2010 - (Pagina 46)
Una Finanziaria magrissima per l’agricoltura. La manovra 2010 ha dimenticato infatti molti degli interventi tradizionali del settore. E le manifestazioni di piazza che al Sud hanno raggiunto anche momenti di tensione hanno ottenuto poco. Sono saltati interventi storici, come quello meglio noto come agevolazione della piccola proprietà contadina che consente l’acquisto di terreni con il pagamento dell’imposta catastale dell’1% e di quella di registro in misura fissa. Un regime in vigore da oltre 50 anni e che quest’anno per la prima volta non figura nel consueto pacchetto delle proroghe fiscali. Così come è sparita anche l’accisa zero per il gasolio utilizzato nelle serre. L’agevolazione era operativa dal 2001 ma in regime di proroga.
Fisco
ACCONTI IRPEF E IRAP INVARIATI?
Novembre 2010 - (Pagina 12)
A fine mese molti contribuenti sono chiamati alla cassa per pagare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef, Ires e Irap (che riguarda commercianti, artigiani, professionisti e altri lavoratori autonomi titolari di partita Iva). La misura dell’acconto per le società di capitali è del 100% così come pure l’acconto Irap. Per l’acconto Irpef e Irap delle persone fisiche anche quest’anno potrebbe, invece, arrivare la riduzione di 20 punti percentuali e quindi passare dal 99 al 79%. Così è accaduto in occasione dell’acconto di novembre dell’anno scorso, ma non potemmo tenerne conto sul giornale poiché il decreto venne emanato nella seconda metà di novembre 2009. La riduzione è prevista pure per gli anni 2011 e 2012 (articolo 55 della Manovra Economica 2010), anche se il quantum verrà stabilito con apposito decreto. Per quest’anno, invece, al momento di andare in macchina, quando cioè teoricamente sono già aperti i termini per il pagamento del secondo acconto, nulla è stato deciso dal Governo. A novembre, dunque, - salvo ripensamenti dell’ultimo momento - i contribuenti persone fisiche dovranno detrarre dal 99% dell’imposta dovuta per il 2009, l’importo eventualmente già versato a giugno o luglio (anche a rate), come prima rata. Chi ha fatto il 730, invece, non deve fare nulla. L’acconto, infatti, è calcolato da chi presta assistenza fiscale (Caf, datore di lavoro o ente pensionistico) e la seconda tranche dell’acconto Irpef viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione di novembre. Se, invece, il dipendente ha cessato il rapporto di lavoro o è in aspettativa senza retribuzione dovrà provvedere autonomamente al pagamento dell’acconto Irpef 2010 con le modalità ordinarie (in banca o alla posta con il modello di pagamento F24).
AFFITTI: RINVIATO IL DEBUTTO DELLA CEDOLARE SECCA
Dicembre 2010 - (Pagina 5)
Il decreto legislativo sul federalismo municipale non ce l’ha fatta a tagliare il traguardo entro la fine del 2010, facendo slittare l’introduzione della cedolare secca del 20% sugli affitti, che era stata programmata per l’inizio di quest’anno. Prima l’accoglienza fredda degli amministratori locali, poi il supplemento di istruttoria richiesto dalla Commissione bicamerale sul federalismo (l’organismo chiamato a dare il proprio parere su tutti i decreti di attuazione della riforma), hanno rallentato l’iter del provvedimento, la cui approvazione definitiva dovrebbe avvenire nella seconda metà di questo mese. Sempre che non mutino gli scenari politici.
Ricordiamo che, se verrà confermato quanto previsto nella bozza varata dal Consiglio dei ministri, chi percepisce canoni da locazioni abitative potrà facoltativamente optare per una imposizione secca del 20% (sostitutiva anche delle addizionali locali all’IRPEF) anziché applicare la tassazione ordinaria. E’ evidente che più sarà alto il reddito complessivo del contribuente (l’aliquota massima, oltre i 75.000 euro, è fissata al 43%), più risulterà conveniente scegliere l’applicazione della cedolare.
Il suo utilizzo potrà riguardare esclusivamente le locazioni di immobili ad uso abitativo, sempre che l’inquilino sia una persona fisica. Niente cedolare secca, invece, per gli uffici e i negozi, per le locazioni effettuate nell’esercizio di un’attività d’impresa o di arti e professioni e per quelle ad opera di enti non commerciali, anche quando riguardano unità abitative.
AGEVOLAZIONI FISCALI: L’AGENZIA FA IL RIPASSO
Maggio 2010 - (Pagina 41)
Opportunamente, in vista delle scadenze della dichiarazione dei redditi, l'Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di chiarimenti in materia di oneri detraibili e deducibili. Non mancano le novità: ad esempio sarà più semplice, per le persone disabili, certificare il diritto alle agevolazioni fiscali. Lo sconto d'imposta sugli arredi (detrazione del 20% su un importo massimo di 10.000 euro, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo) riguarda anche le spese per il trasporto e il montaggio di mobili ed elettrodomestici. In tema di ristrutturazioni edilizie, va in soffitta la comunicazione di fine lavori per gli interventi sopra i 51.645,69 euro.
CASA: LAVORI SENZA DIA, REGIONI PERMETTENDO
Aprile 2010 - (Pagina 44)
Liberalizzare la piccola attività edilizia. E’ quanto si propone il Governo con una norma inserita, a sorpresa, nel decreto-legge incentivi (D.L. n. 40/2010 in G.U. n. 71 del 26 marzo 2010), la quale va a modificare l’art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) ampliando la gamma degli interventi che non hanno bisogno della Denuncia di inizio attività (la cosiddetta Dia), né di altri titoli autorizzatori per essere realizzati. Si aggiunge, così, alla manutenzione ordinaria, alle opere volte all’eliminazione delle barriere architettoniche ed a quelle temporanee per le attività di ricerca nel sottosuolo, tutte operazioni che erano già liberalizzate, un elenco di sette nuove tipologie di intervento, fra cui anche la manutenzione straordinaria, a condizione, però, che quest’ultima non interessi «le parti strutturali dell’edificio», non comporti «aumento del numero delle unità immobiliari e non implichi «aumento dei parametri urbanistici». Ma le nuove norme hanno efficacia laddove le Regioni non prevedano una disciplina più restrittiva. Il che non è poca cosa, anzi: otto Regioni (Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta) più le due Province di Trento e Bolzano hanno norme più stringenti. Cosa significa questo? Significa che a meno che queste Regioni non si adeguino alla normativa statale (cosa assai improbabile dato la conflittualità tra Stato ed enti locali: basti pensare al Piano casa) tutto rimarrà così come è ora.
CESSIONI ALL’ESPORTAZIONE E DICHIARAZIONE D’INTENTO
Febbraio 2010 - (Pagina 13)
Il 16 febbraio è una scadenza che potrebbe riguardare molti contribuenti che trattano con i cosiddetti “esportatori abituali”, la maggior parte dei quali all’inizio dell’anno invia ai loro fornitori la cosiddetta “dichiarazione d’intento” che li esime dal fatturare con IVA. È previsto, infatti, l’obbligo per i contribuenti che emettono fattura senza applicazione dell’IVA nei confronti degli esportatori abituali, di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute dai clienti. La comunicazione deve essere inviata esclusivamente per via telematica (direttamente o tramite gli intermediari abilitati), entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui la dichiarazione d’intento è stata ricevuta. Chi ha ricevuto le dichiarazioni d’intento nel mese di gennaio, dunque, dovrà presentare il modello entro il prossimo 16 febbraio.
COMUNICAZIONE ANNUALE DEI DATI IVA
Febbraio 2010 - (Pagina 12)
Ritorna l’appuntamento con la Comunicazione dei dati IVA che, nel rispetto degli obblighi comunitari, deve essere presentata annualmente entro la fine di febbraio dai contribuenti titolari di partita Iva. Quest’anno, però, la scadenza slitta al 1° marzo, poiché il 28 febbraio è festivo. Fra le novità di più rilevanti di quest’anno segnaliamo l’esonero dalla presentazione del modello per coloro che presentano la dichiarazione annuale Iva in via autonoma entro il mese di febbraio e l’inserimento di nuovi campi per indicare gli acquisti e le vendite di beni strumentali. E’ bene ricordare che si tratta di una comunicazione di dati e notizie con la quale il contribuente non determina in via definitiva l’Iva a credito o a debito del 2009. Per questo, dovrà sempre compilare e presentare la tradizionale dichiarazione annuale Iva.
CREDITI E DEBITI DEL MODELLO 730 IN BUSTA PAGA DA LUGLIO
Maggio 2010 - (Pagina 41)
Il 31 maggio è scaduto il termine per la presentazione del modello 730/2010 ai Centri autorizzati di assistenza fiscale (CAAF). L’operazione ha coinvolto lavoratori dipendenti, pensionati, e lavoratori autonomi coordinati (co.co.co. e co.co.co. a progetto), in veste di contribuenti. Ora, tutti i modelli 730 ricevuti dai CAAF e dagli altri soggetti abilitati (commercialisti, consulenti del lavoro, ecc.) cominciano un percorso telematico molto lungo che alla fine li porterà al “cervellone” dell’anagrafe tributaria presso il ministero dell’Economia, pronti per essere sottoposti ai controlli formali automatici e eventualmente all’azione di accertamento degli Uffici finanziari. Prima di arrivare a destinazione, però, alcuni dati riepilogativi della dichiarazione deviano verso i datori di lavoro, che li utilizzano per adempiere alle loro funzioni di sostituto erariale per la trattenuta alla fonte delle imposte sui redditi. In questo periodo dell'anno, in sostanza, datori di lavoro e consulenti vengono chiamati ad eseguire, per conto dell'Erario, le operazioni di "conguaglio" che scaturiscono dal modello 730, con un meccanismo che sarebbe anche semplice nella sua essenza (trattenuta in busta e riversamento all'Erario) ma che viene complicato da numerosi calcoli e passaggi intermedi.
DECRETO INCENTIVI: È LEGGE, MA FINE CORSA PER LO SHOPPING
Giugno 2010 - (Pagina 7)
Il D.L. n. 40/2010 del marzo scorso, cosiddetto “decreto incentivi ai consumi”, ha terminato il suo iter parlamentare divenendo legge dello Stato con una settimana di anticipo rispetto alla scadenza dei 60 giorni ordinariamente previsti per l’approvazione definitiva (Legge 22 maggio 2010, n. 73 in G.U. n. 120 del 25 maggio 2010). Il testo del provvedimento contiene alcune novità rispetto a quello di partenza, tutte introdotte con il maxi-emendamento governativo presentato durante il passaggio a Montecitorio e subito blindato, sia alla Camera che al Senato, con il ricorso al voto di fiducia. Accanto alle confermate due principali misure, cioè il fondo di 300 milioni di euro per incentivare i consumi in determinati settori produttivi (per alcuni dei quali, tra l’altro, le risorse sono già terminate) e le disposizioni di contrasto alle frodi fiscali, tra le new entry segnaliamo: l’estensione al settore calzaturiero e alla fabbricazione dei bottoni delle agevolazioni già previste per il tessile; lo stop alle ipoteche sulla casa per debiti tributari inferiori agli 8.000 euro; la possibilità di chiudere le liti fiscali ultradecennali pendenti in Cassazione; il rafforzamento delle attività di contrasto e repressione del gioco illegale.
ESAMI DI RIPARAZIONE PER LE DICHIARAZIONI FISCALI
Ottobre 2010 - (Pagina 37)
Ottobre: si apre la stagione degli “esami di riparazione” per le dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2009. La “sessione ordinaria” del calendario fiscale si è infatti chiusa giovedì 30 settembre, ultimo giorno utile per trasmettere tempestivamente, in via telematica, i modelli UNICO, IVA ed IRAP. Scaduti tutti i termini ordinari per la presentazione delle diverse dichiarazioni annuali (a maggio il 730, entro il 2 agosto il modello 770 ed entro il 30 settembre i modelli UNICO, IRAP ed IVA, data quest’anno rinviata al 5 ottobre perché il sistema informatico delle Entrate era andato in tilt), è possibile rimediare ad eventuali errori ed omissioni, sia quelli che hanno comportato un danno per il contribuente, determinando una maggiore imposta dovuta o un minor credito spettante, sia quelli a svantaggio del fisco, generando una minore imposta o un maggior credito. In questo numero “leggi illustrate” si sofferma, in particolare, sulle scadenze più vicine, quelle che riguardano la correzione del 730/2010 (c’è tempo fino al 25 ottobre per presentare il modello integrativo) e la regolarizzazione delle dichiarazioni non presentate (l’omissione può essere sanata nei 90 giorni successivi alla scadenza ordinaria).
FISCO E NUOVA ITALIA FEDERALE: I TRIBUTI A REGIONI E PROVINCE
Novembre 2010 - (Pagina 9)
“L’esercizio dell’autonomia finanziaria non può comportare, da parte di ciascuna Regione, un aumento della pressione fiscale a carico del contribuente”. In parole povere, il passaggio al federalismo fiscale non dovrà comportare per i cittadini alcun prelievo aggiuntivo. E’ la rassicurante precisazione posta a chiusura del decreto legislativo in materia di autonomia tributaria delle Regioni a statuto ordinario e delle Province, licenziato ad inizio ottobre dal Consiglio dei ministri. La clausola di invarianza della pressione fiscale, posta a tutela dei contribuenti, potrà fugare i paventati timori di possibili effetti dannosi per le nostre tasche susseguenti alla realizzazione dell’Italia federale? Considerati i precedenti: promessa riduzione delle tasse, semplificazione fiscale, ecc., per crederci bisogna metterci molta buona volontà!
ICI: A GIUGNO CON LE ALIQUOTE 2009
Giugno 2010 - (Pagina 11)
Entro il 16 giugno si deve pagare l’acconto Ici 2010. Come è noto, l’abitazione principale è esente. Fanno eccezione le abitazioni di “lusso”, cioè quelle classificate nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) o A9 (castelli) che, tuttavia, se adibite a prima casa, godono dell’aliquota ridotta e della detrazione stabilite dal comune. Va ricordato che l’esenzione vale per l’abitazione principale (cioè quella in cui il contribuente ha la residenza, salvo prova contraria) e le relative pertinenze, come ad esempio, il box, la cantina, la soffitta, ecc. Qui, però valgono le regole stabilite dal Comune, per cui, se ad esempio, un Comune ha deliberato un numero massimo di pertinenze agevolate (ad esempio un solo box o posto auto e una sola cantina o soffitta), l’esonero Ici varrà solo per questi immobili. Le modalità di calcolo per chi deve pagare l’imposta restano quelle di sempre: come acconto si paga il 50% di quanto versato l’anno scorso e poi a dicembre si paga il conguaglio in base alle aliquote e detrazioni fissate dai Comuni per il 2010. Chi vuole, può pagare a giugno in base alle nuove aliquote 2010, se già disponibili, ma dovrà farlo in un’unica soluzione (salvo diversa disposizione del Comune), mentre anche chi ha acquistato un immobile quest’anno può applicare per la prima rata le aliquote e le agevolazioni in vigore lo scorso anno (si possono consultare sul nostro sito www.leggiillustrate.it). Si può pagare con il bollettino postale oppure utilizzando il modello F24. Quanto alla dichiarazione Ici (necessaria in caso di variazioni nel possesso e nella destinazione degli immobili), l’obbligo di presentazione sussiste ormai solo in pochi casi, grazie al libero accesso dei Comuni ai dati catastali.
ICI: IL SALDO
Dicembre 2010 - (Pagina 7)
Ultimo appuntamento con l’Ici del 2010: il saldo si paga entro il 16 dicembre, ma l’obbligo nella maggior parte dei casi interessa soltanto per gli immobili diversi dall’abitazione principale. L’Ici sull’abitazione principale, infatti, non si paga più, tranne che per le abitazioni classificate nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli) che continueranno a pagare l’imposta. L’esenzione scatta, oltre che per l’abitazione principale (cioè quella in cui il contribuente ha la residenza, salvo prova contraria) anche per le relative pertinenze, come ad esempio, il box, la cantina, la soffitta, ecc. Qui, però valgono le regole stabilite dal Comune, per cui, se ad esempio, un comune ha deliberato un numero massimo di pertinenze agevolate (ad esempio un solo box o posto auto e una sola cantina o soffitta), l’esenzione dall’Ici varrà solo per questi immobili. L’esonero dal pagamento dell’Ici è esteso anche agli immobili assimilati all’abitazione principale (per esempio, l’appartamento concesso in uso gratuito a parenti), ma anche qui occorre verificare la delibera del Comune. Chi, invece, possiede abitazioni principali di lusso, continua a pagare l’Ici (usufruendo, comunque, dell’aliquota ridotta e della detrazione stabilite dal comune). Resta obbligato al pagamento ovviamente chi possiede immobili diversi dalla “prima casa”.
IL PACCHETTO INCENTIVI PER COMBATTERE LA CRISI
Aprile 2010 - (Pagina 43)
Semaforo verde dal 15 aprile (la data di inizio in precedenza era il 6 aprile) per tentare l’accesso al nuovo pacchetto di incentivi contenuto nel decreto legge n. 40/2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo. Si tratta di una serie di contributi finalizzati a favorire la domanda in determinati settori produttivi. La dote finanziaria complessivamente messa a disposizione – 300 milioni di euro – appare però poco consistente perché l’operazione possa incidere in maniera significativa sul mercato e fungere da traino per la ripresa economica del Paese. Trecento milioni di euro, distribuiti tra una decina di comparti (motocicli, cucine componibili, elettrodomestici a basso consumo energetico, case eco-efficienti, ma anche macchine agricole, gru per l’edilizia, rimorchi, inverter, motori fuoribordo, ecc.), a cui vanno aggiunti altri 70 milioni per chi, operando nel settore del tessile e della moda, realizza investimenti in attività di ricerca e sviluppo. In questo numero la mappa degli incentivi.
L’ACCONTO IVA 2010
Dicembre 2010 - (Pagina 13)
Entro il 27 dicembre deve essere versato l’acconto sull’Iva di dicembre o del quarto trimestre 2010. L’acconto Iva (di norma calcolato sulla base di acconto e saldo versati per il 2009) riguarda commercianti, artigiani, professionisti, imprenditori e società. In pratica, tutti coloro che hanno la partita Iva. Ci sono però dei casi in cui l’acconto non è dovuto e c’è la possibilità di ridurre l’importo da pagare, visto anche il perdurare della situazione critica di molte attività economiche.
LA MANOVRA DEL GOVERNO E LE TASCHE DEGLI ITALIANI
Settembre 2010 - (Pagina 3)
Con l’ennesima “dimostrazione di forza” (doppia richiesta di fiducia, sia al Senato che alla Camera), la maggioranza ha condotto in porto anche la “Manovra correttiva 2010”. Si tratta della legge n. 122 del 30 luglio, di conversione del D.L. n. 78/2010, pubblicata nel Supplemento ordinario n. 174 della Gazzetta Ufficiale n. 176 dello stesso giorno. Contiene le misure adottate dall’Esecutivo per raddrizzare i conti pubblici e, contemporaneamente, sostenere lo sviluppo e la competitività economica nazionale. Valore complessivo dell’operazione: 25 miliardi di euro. La strategia per correggere il disavanzo eccessivo – come richiesto in sede comunitaria – e riportarlo entro il 2012 sotto la soglia del 3% del prodotto interno lordo segue due linee guida principali: il contenimento della spesa pubblica (incide per oltre il 60% dell’intera manovra) e il contrasto all’evasione fiscale e contributiva. Non mancano, però, disposizioni che cozzano con il ritornello ripetuto da molti esponenti della maggioranza, premier in testa, secondo cui “non vengono messe le mani nelle tasche degli Italiani”. Entrando più nel dettaglio dei contenuti, per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale, sono stati introdotti strumenti di accertamento più efficaci in controtendenza da alcuni provvedimenti adottati da questo stesso esecutivo all’esordio della legislazione, accelerati i tempi di riscossione delle maggiori imposte accertate e concentrati i controlli su alcune tipologie di contribuenti a più elevato rischio di evasione. Si segnalano, tra le varie disposizioni, l’aggiornamento del “redditometro”, le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, il contrasto ai fenomeni delle imprese “apri e chiudi” e delle imprese in perdita per più anni, la “promozione” a titolo esecutivo dell’avviso di accertamento e del provvedimento di irrogazione delle sanzioni (avranno anche il valore di cartella esattoriale), l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate le operazioni commerciali sopra i 3.000 euro e quello di chiedere l’autorizzazione per effettuare scambi di beni intracomunitari, l’aggiornamento del catasto (con la regolarizzazione fiscale delle “case fantasma” e l’avvio dell’Anagrafe immobiliare integrata), l’introduzione di una ritenuta d’acconto sui bonifici effettuati per pagare le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di riqualificazione energetica.
LAVORATORI DIPENDENTI E TASSE. IL CONGUAGLIO DI FINE ANNO
Novembre 2010 - (Pagina 41)
Si avvicina il conguaglio fiscale di fine anno che va efettuato dai datori di lavoro nella busta paga di dicembre. Si tratta, in pratica, del conteggio definitivo dell'Irpef a carico di ciascun lavoratore dipendente, affinché lo stesso non sia costretto a ulteriori adempimenti prima di chiudere la partita con il Fisco (es. presentare il modello 730 o il modello Unico). Quest'anno la complessità del resoconto è aggravata dalla interpretazione buonista data dall'Agenzia delle Entrate sull'ormai nota detassazione del salario di produttività, che, a sorpresa, ha riportato all'interno del regime agevolato anche il lavoro straordinario che, invece, sembrava aver perso il beneficio dell'aliquota ridotta del 10% a partire dal 2010. Il decreto legge 185 del 2008, infatti, sembrava aver prorogato il beneficio soltanto per l’incremento della produttività. Il calcolo e la trattenuta Irpef nei confronti dei percettori di redditi di lavoro dipendente e di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente avviene, in ciascun mese, solo in via provvisoria, sulla base degli scaglioni, delle deduzioni e delle detrazioni di imposta ragguagliati al periodo di paga. Il vero periodo di riferimento per la determinazione dell’imposta resta tuttavia l’anno di calendario, ed è per questo che si rende necessario a fine anno un ricalcalo complessivo. Il procedimento è appunto denominato “conguaglio”; quando è operato con riferimento al 31 dicembre prende il nome di “conguaglio di fine anno”, mentre se è riferito alla data in cui cessa il rapporto di lavoro è detto “conguaglio di fine rapporto”. Il conguaglio di fine anno deve essere chiuso entro il 28 febbraio del periodo di imposta successivo all’anno cui si riferisce, e può tener conto anche di altri redditi percepiti dal lavoratore.
LE NOVITÀ DEL CUD 2010 (VA CONSEGNATO ENTRO FEBBRAIO)
Febbraio 2010 - (Pagina 13)
Entro il 28 febbraio, i lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente dovrebbero ricevere, dai propri datori di lavoro, la certificazione unica dei redditi 2010 (“CUD 2010”). Il condizionale è d’obbligo, visto che quest’anno l’approvazione definitiva da parte dell’Agenzia delle Entrate è avvenuta con estremo ritardo (la bozza del modello, prima di essere pubblicata lo scorso 19 gennaio, è stata modificata ben tre volte), fatto questo che ha scatenato le proteste degli operatori del settore, scettici che l’adempimento oramai possa essere garantito entro la scadenza. La stesura del modello CUD non è affatto agevole. Esso contiene la certificazione di tutti i dati annuali che riguardano i redditi percepiti nel 2009, le relative ritenute subite, le detrazioni riconosciute, i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione INPS, INPDAP e IPOST. Se poi si considera che il CUD è assolutamente indispensabile per la corretta redazione delle dichiarazioni dei redditi, sia che avvenga attraverso il modello 730 sia attraverso UNICO persone fisiche, ben si può comprendere quanto sia importante consegnare al lavoratore una certificazione che sia correttamente compilata, veritiera e corrispondente alle scritture contabili, in tempi ragionvoli. Anche se rispetto al modello adottato lo scorso anno non si rileva uno sconvolgimento della grafica e dei contenuti, non mancano i soliti spunti di novità capaci di far perdere qualche ora di sonno a datori di lavoro e operatori del settore.
MANOVRA ECONOMICA: LE NOVITÀ FISCALI
Giugno 2010 - (Pagina 3)
Diverse le disposizioni sul versante fiscale contenute nel decreto legge n. 78 del 31 maggio scorso emanato per risanare la finanza pubblica (in Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010, Supplemento ordinari n. 144). Le misure sono finalizzate principalmente a contrastare l’evasione, lotta dalla quale il ministro Tremonti ha dichiarato di aspettarsi 6-7 miliardi nel prossimo anno: restyling per il redditometro, destinato a diventare uno degli strumenti di accertamento più utilizzati dagli uffici finanziari per scovare coloro che vivono decisamente al di sopra dei redditi dichiarati; obbligo di usare strumenti tracciabili per il pagamento di beni e servizi di importo superiore ai 5.000 euro; giro di vite sulle imprese “apri e chiudi” e su quelle che dichiarano perdite per più di un periodo d’imposta; fattura telematica obbligatoria per le transazioni superiori ai 3.000 euro; maggiore partecipazione da parte dei Comuni alle attività di accertamento, con “ricompensa” che sale al 33% delle maggiori entrate recuperate; ritenuta d’acconto sui pagamenti effettuati tramite bonifici bancari o postali per usufruire degli sconti sulle ristrutturazioni edilizie o del bonus per il risparmio energetico; accelerazione sui tempi di riscossione, con l’avviso di accertamento che diventa titolo esecutivo, non più seguito dalla cartella di pagamento, e la sospensione giudiziale concessa per non più di 150 giorni. E ancora, in campo fiscale, possibilità di accatastare, con sconto sulle sanzioni, gli oltre 2 milioni di case-fantasma individuate dall’Agenzia del territorio, fiscalità di vantaggio per il Sud (in sostituzione dell’odiata Irap, le Regioni possono istituire un tributo proprio per le imprese che avviano nuove attività), agevolazioni fiscali e previdenziali nel 2011 per i contratti di produttività, ossia premi per i dipendenti che hanno contribuito a far guadagnare la propria impresa o a renderla più competitiva. In questo numero una analisi dei singoli provvedimenti.
MINIFINANZIARIA 2011
Dicembre 2010 - (Pagina 3)
La legge di stabilità (è definita così oggi quella che per decenni abbiamo chiamato Finanziaria) per il 2011 ha imbarcato – forse complice anche la sempre più probabile imminente campagna elettorale – una serie di misure di finanziamento per oltre 5,5 miliardi di euro, non previste nella prima stesura del provvedimento. Tremonti ha dovuto, in pratica, derogare alla nuova impostazione della Legge di fine anno, introdotta due anni fa che, svuotata di contenuti finanziari, era stata ridotta a un documento tecnico di mera rappresentazione della situazione dei conti pubblici. La legge è stata votata definitivamente il 7 dicembre 2010. Le più significative destinazioni di risorse riguardano gli ammortizzatori sociali (1,5 miliardi di euro), il fondo ordinario dell’Università (800 milioni), le missioni internazionali di pace (750 milioni), il trasporto regionale ferroviario (480 milioni), l’allentamento del patto di stabilità interno per i Comuni (470 milioni), il servizio sanitario nazionale (347,5 milioni), l’editoria (135 milioni). Per la copertura, invece, sono previste nuove entrate, tra le altre, dall’asta per l’assegnazione delle frequenze per le telecomunicazioni, dal rafforzamento del contrasto al gioco illegale, dalla lotta all’evasione. Per quanto riguarda le disposizioni di carattere fiscale, vanno segnalati: il via libera anche per il 2011 (sebbene con un beneficio spalmato su un maggior numero di anni, dieci) alla detrazione del 55% per le opere edilizie finalizzate alla riqualificazione energetica degli edifici; un nuovo intervento (questa volta al rialzo, cioè di senso opposto a quello precedente operato a fine 2008) sulle sanzioni applicabili in caso di ravvedimento operoso o di utilizzo degli altri strumenti deflativi del contenzioso; la proroga della detassazione del salario accessorio riconosciuto per incrementi di produttività; la stabilizzazione delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina; la conferma, a favore dei non residenti, delle detrazioni per i carichi familiari. Nel numero di dicembre di "leggi illustrate" tutte le novità.
MINIPROROGA PER I VERSAMENTI DI CHI APPLICA GLI STUDI DI SETTORE
Luglio-Agosto 2010 - (Pagina 44)
Venti giorni di tempo in più, anche quest’anno, per versare le imposte risultanti dalle dichiarazioni Unico e Irap. Destinatari della miniproroga sono stati i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno studio dal relativo decreto ministeriale di approvazione. Il via libera all’extratime è arrivato con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 10 giugno 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 19 giugno. A motivarlo, il ritardo con il quale sono stati approvati definitivamente gli studi di settore da applicarsi alle dichiarazioni di quest’anno ed è stato approntato il software GE.RI.CO., ritardo dovuto ai necessari “correttivi” che l’Amministrazione finanziaria ha dovuto apportare affinché fossero tenuti nella giusta considerazione gli effetti della difficile congiuntura economica. La prima scadenza per i contribuenti interessati dagli studi di settore, dunque, è slittata “gratuitamente” al 6 luglio. Chi invece vuole avvalersi anche dell’ulteriore ordinario differimento “a pagamento” di 30 giorni, potrà regolare la partita entro il 5 agosto, maggiorando gli importi dovuti dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Abruzzo: pagamenti rinviati
I contribuenti della Regione Abruzzo colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 potranno effettuare i pagamenti sospesi a partire dal 1° gennaio 2011. La nuova proroga – che sarà contenuta in un emendamento alla manovra – viene anticipata da un comunicato dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps.
MODELLO “770”: NOVITÀ DI QUEST’ANNO
Luglio-Agosto 2010 - (Pagina 15)
Dopo il decreto legge n. 207 del 30 dicembre 2008 che ha unificato i termini per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta, entro il prossimo 31 luglio (termine che però si deve intendere prorogato al 2 agosto in quanto il 31 luglio cade di sabato) deve essere presentato, esclusivamente per via telematica, sia il modello 770 Semplificato che quello Ordinario. Con la dichiarazione “modello 770-Semplificato 2010” (oggetto del nostro lavoro di sintesi) si concludono gli adempimenti previdenziali e fiscali del sostituto d’imposta relativi all'anno 2009, sempre che questi non abbia corrisposto anche redditi di capitale soggetti a ritenuta. In tal caso, le operazioni termineranno con la presentazione del modello 770-Ordinario 2010. Con il 31 luglio termina anche la possibilità per il sostituto di usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso per i versamenti tardivi o omessi relativi al 2009. Se il Modello 770 non viene presentato entro il 2 agosto c’è una seconda chance: può essere presentato entro i successivi 90 giorni senza particolari conseguenze negative. In questo numero una guida alla compilazione del Modello.
PROROGHE PER GLI ALLUVIONATI DEL VENETO
Dicembre 2010 - (Pagina 5)
Per le imprese e i cittadini veneti danneggiati dalle recenti alluvioni, sono slittati - momentaneamente solo fino al 20 dicembre - gli acconti fiscali e contributivi in scadenza il 30 novembre. Si tratta di 3.343 aziende costrette, a causa dell’esondazione dei fiumi, ad interrompere l’attività economica e di oltre 2.700 famiglie obbligate ad abbandonare le proprie case. La loro individuazione è stata effettuata dal Commissario delegato per il superamento dell’emergenza (il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia). La mini proroga fiscale - che riguarda i versamenti del secondo o unico acconto 2010 delle imposte sui redditi (IRPEF ed IRES) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) - è stata sancita da un decreto del Ministero dell’economia e delle, al quale sono allegati gli elenchi dei soggetti destinatari del provvedimento, predisposti dal Commissario per l’emergenza. Quasi sicuramente è soltanto il prologo ad una più consistente sospensione, per la quale occorre però un vero e proprio intervento di legge (a tale scopo, dovrebbe tornare utile il consueto decreto “milleproroghe” di fine anno). Non c’è proroga per l’acconto IVA che scade il 27 dicembre. rinviato alla stessa data anche il pagamento dei contributi previdenziali dovuti da artigiani e commercianti, con termine di scadenza coincidente con quello delle imposte (30 novembre). Il dicastero, con comunicato stampa del 27 novembre, ha infatti informato che, non potendo disporre in modo autonomo lo slittamento, ad esso si provvederà con un’ordinanza della Protezione civile.
PROROGHE FISCALI
Gennaio 2010 - (Pagina 13)
Poche le novità nella Finanziaria 2010 per quanto riguarda la politica fiscale. Oltre ad alcune, peraltro limitate, concessioni che il ministro delle Finanze Tremonti è stato “politicamente” costretto ad accordare, nella Finanziaria hanno trovato poco spazio le attese novità fiscali: in particolare i tagli alle imposte sui redditi. Sono previste, invece, proroghe per alcune agevolazioni.
- Il bonus ristrutturazioni allunga su quello energetico: la detrazione del 36% delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale, già “programmata” fino al 31 dicembre 2011, viene estesa al 2012; ancora nessuna novità, invece, riguardo alla detrazione del 55% delle spese sostenute per interventi volti alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, agevolazione che, comunque, come stabilito dalla Finanziaria 2008, spetta anche per i lavori effettuati nel 2010.
- La Finanziaria 2010 ha prorogato di un anno anche la detrazione Irpef prevista in caso di acquisto o di assegnazione di unità immobiliari abitative site in fabbricati integralmente oggetto di interventi di ristrutturazione (o di restauro e risanamento conservativo) eseguiti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie, che successivamente provvedono alla vendita o all’as­segnazione degli immobili. Il beneficio spetta se i lavori sono ultimati entro il 31 dicembre 2012 e il rogito notarile avviene non più tardi del 30 giugno 2013.
- Le prestazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria eseguite su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata scontano il 10% di Iva. La novità portata dalla Finanziaria 2010 è che tale previsione normativa, da transitoria, diventa definitiva.
- La Finanziaria 2010 ripropone, per l’ennesima volta, un’agevolazione introdotta per la prima volta dalla legge n. 448/2001 e già più volte reiterata nel corso degli anni: la rideterminazione del valore fiscale dei terreni agricoli o edificabili e delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati, attraverso il pagamento di una “modica” imposta sostitutiva applicata sull’intero valore risultante da una perizia di stima. L’operazione consente di conseguire un risparmio d’imposta – in taluni casi, anche particolarmente significativo – al momento della cessione dei beni rivalutati.
- In merito alla sospensione dei versamenti tributari e contributivi disposta a favore delle popolazioni terremotate dell’Abruzzo, la Finanziaria dispone che il recupero delle somme non versate possa avvenire in un numero maggiori di rate (60 e non più 24) e sposta la scadenza della prima rata da gennaio a giugno 2010.
- In Abruzzo è prevista anche una cedolare secca sugli affitti, vale a dire l’introduzione di un regime di imposizione sostitutivo dell’Irpef e delle relative addizionali, con applicazione di un’aliquota fissa (generalmente, si parla di una misura vicina al 20%). In pratica, il reddito proveniente dalle locazioni di immobili viene tassato con un’imposta sostitutiva e non concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente, scontando pertanto una tassazione inferiore rispetto a quella risultante dall’applicazione del regime ordinario.
- Viene confermata anche per il nuovo anno la detassazione dei premi di produttività introdotta – dall’articolo 2 del decreto legge n. 93/2008 – sperimentalmente e in via transitoria per il solo secondo semestre 2008, prorogata per il 2009 dal D.L. n. 185/2008 (c.d. “decreto anticrisi”). Si tratta di un regime di tassazione agevolata a favore dei lavoratori dipendenti del settore privato e che riguarda le remunerazioni percepite per incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’im­presa.
RIVALUTAZIONI DEI TERRENI: SI CHIUDE IL 2 NOVEMBRE
Ottobre 2010 - (Pagina 9)
Fino al 2 novembre 2010 chi vuole può approfittare dell’“ennesima” finestra concessa per rivalutare i terreni agricoli e le aree edificabili. Ad aprirla è stata la Finanziaria per il 2010 (articolo 2, commi 219 e 220, della legge n. 191 del 23 dicembre 2009), che ha nuovamente prorogato l’agevolazione introdotta in prima battuta, per i beni posseduti alla data del 1° gennaio 2002, dall’articolo 7 della legge n. 448/2001, e già più volte riproposta nel corso degli anni per i beni posseduti, rispettivamente, al 1° gennaio 2003, al 1° luglio 2003, al 1° gennaio 2005 e al 1° gennaio 2008. La disposizione – che questa volta riguarda i terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2010 – può trovare appeal soprattutto tra i contribuenti intenzionati a vendere terreni con destinazione edificatoria. La cessione di tali beni, infatti, genera sempre una plusvalenza tassabile, costituita, in linea di massima, dalla differenza tra il costo di acquisto e il prezzo di vendita: generalmente, un importo non indifferente. Grazie alla rivalutazione agevolata, è possibile aumentare il valore fiscale dell’area (che deve essere stabilito da un “tecnico” attraverso una perizia giurata di stima), e quindi ridurre l’ammontare della plusvalenza imponibile che si realizza al momento della vendita e che va tassata in sede di dichiarazione dei redditi, e alleggerire, di conseguenza, il prelievo tributario relativo alla cessione.
SCUDO FISCALE: RIAPERTI I TERMINI
Gennaio 2010 - (Pagina 4)
La stessa Gazzetta ufficiale n. 191 del 30 dicembre 2009, che ha pubblicato la Legge finanziaria 2010, ha reso noto il consueto decreto “milleproroghe” di fine anno (decreto 194 del 30 dicembre 2009): 11 articoli e ben 77 commi. Confermata la riapertura dei termini per aderire allo scudo fiscale. La “ finestra” resterà aperta fino al 30 aprile 2010, anche se il costo della nuova emersione sarà leggermente più caro rispetto a quello pagato da coloro che hanno aderito entro il 15 dicembre scorso. Per rimpatri e regolarizzazioni effettuati dopo quella data e fino al 28 febbraio prossimo, l’imposta sostitutiva sale, infatti, dal 5 al 6%. Chi, invece vorrà attendere fino al 30 aprile dovrà pagare il 7% (a partire dal I° marzo). Nel numero di gennaio di “leggi illustrate” anche gli altri rinvii previsti dal decreto “milleproroghe”.
SISMA D’ABRUZZO: GLI ADEMPIMENTI FISCALI RIPRENDONO PER TUTTI
Dicembre 2010 - (Pagina 14)
Chiamata del Fisco anche per i contribuenti dei comuni “del cratere”, quelli maggiormente danneggiati dal disastroso terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009. Dal prossimo mese di gennaio, infatti, come stabilito dal decreto legge n. 78/2010, riprenderanno i versamenti dei tributi non eseguiti e tutti gli altri adempimenti fiscali che erano stati sospesi a seguito dell’evento sismico.
Immobili
“SEMPLIFICAZIONI EDILIZIE”: LE MODIFICHE DEL PARLAMENTO
Giugno 2010 - (Pagina 9)
Attività edilizia un po’ meno libera. In sede di conversione in legge del decreto-legge 40/2010 del marzo scorso, cosiddetto “decreto incentivi ai consumi” (Legge n. 73 del 22 maggio 2010, in G.U. n. 120 del 25 maggio 2010) è stato, infatti, riscritto nuovamente l’art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) che già era stato modificato dallo stesso decreto. La nuova formulazione vorrebbe lasciare meno spazio alle leggi regionali, ma prevede una sanzione specifica per chi non effettua la comunicazione di inizio lavori al Comune e, per gli interventi di manutenzione straordinaria, impone una relazione firmata da un tecnico abilitato. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo punto per punto l’intera vicenda. Il decreto legge 40/2010, modificando l’art. 6 del Dpr 380/2001 (vedi “leggi illustrate” di maggio scorso), aveva ampliato la gamma degli interventi che non hanno bisogno della Denuncia di inizio attività (la cosiddetta Dia), né di altri titoli autorizzatori per essere realizzati. Si aggiungeva, così, alla manutenzione ordinaria, alle opere volte all'eliminazione delle barriere architettoniche ed a quelle temporanee per le attività di ricerca nel sottosuolo (tutte operazioni che erano già libere), un elenco di sette nuove tipologie di intervento. Per avviare la maggior parte di queste opere non era richiesto alcun adempimento; per altre, tra cui la manutenzione straordinaria, era previsto soltanto l’obbligo – non sanzionato ove fosse stato disatteso – di inviare una semplice comunicazione al Comune accompagnata dalle autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore (es: antisismica, antincendio, igienico sanitaria, di tutela dei beni culturali e del paesaggio). Tutto ciò, però, sempreché non ci fossero state disposizioni regionali “più restrittive”, prevalendo, in tal caso, queste ultime.
AFFITTI E DATI CATASTALI
Settembre 2010 - (Pagina 44)
Le modifiche in sede di conversione in legge del decreto 78/2010 non hanno riguardato la norma sugli affitti. L’art. 19, comma 15, dispone, sempre a partire dal 1° luglio, che “la richiesta di registrazione di contratti, scritti o verbali, di locazione o affitto di beni immobili esistenti sul territorio dello Stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite” deve contenere “anche l'indicazione dei dati catastali degli immobili”. Pena: una sanzione compresa tra il 120% e il 240% dell’importo dell’im­posta dovuta per la registrazione del contratto (che è pari al 2% del canone annuo).
AGGIORNAMENTO CATASTALE: CONVIENE FARLO ENTRO DICEMBRE
Dicembre 2010 - (Pagina 43)
Ultimi giorni per regolarizzare il proprio patrimonio immobiliare, con riferimento sia alle cosiddette “case fantasma” sia agli appartamenti che sono stati oggetto di interventi significativi di ristrutturazione non comunicati al Catasto. Scade, infatti, a fine anno il termine concesso dalla manovra correttiva dell’estate scorsa (decreto legge n. 78/2010) per sistemare in maniera meno dolorosa le irregolarità catastali. Dal 2011 mettersi a posto costerà di più: l’Agenzia del territorio da un lato potrà aggiornare gli atti catastali d’ufficio addebitando all’interessato le spese per la procedura (oltre alle sanzioni e agli interessi per le violazioni commesse), dall’altro, con l’obiettivo di stanare e combattere l’evasione nel settore immobiliare, intensificherà le attività di accertamento operando anche in collaborazione con gli uffici comunali, soprattutto grazie allo scambio di informazioni reso possibile dalla istituenda Anagrafe immobiliare integrata.
CALABRIA, ARRIVA IL PIANO CASA. AMPLIAMENTI CON LA SOLA “SCIA”
Ottobre 2010 - (Pagina 8)
Anche la Calabria ha il suo Piano Casa. E’ la legge n. 21 dell’11 Agosto 2010, approvata in attuazione dell'Intesa tra Stato, Regioni ed Enti Locali del 1°Aprile 2009, e finalizzata – come riportato nella relazione illustrativa – a rilanciare l'economia mediante il sostegno dell'attività edilizia e il miglioramento della qualità architettonica, energetica ed ambientale del patrimonio immobiliare. Per i prossimi due anni sarà così consentito mettere mano, in deroga alle norme fissate dai piani regolatori, agli edifici esistenti. Una possibilità che, come vedremo, riguarda i soli immobili a prevalente uso abitativo (almeno al 70%), ma che comunque potrà essere applicata, diversamente da quanto previsto da altre Regioni, anche ai condominii. Restano esclusi dal campo di applicazione della legge gli edifici abusivi, gli immobili storici, con vincolo di inedificabilità o ubicati in zone a rischio idrogeologico. Non si potrà, inoltre, intervenire sugli edifici incompiuti – una realtà che costella il territorio dalla Calabria – a meno che non si intenda completare una volta per tutte l’opera. La maggior parte degli interventi, infine, potranno essere realizzati mediante la Scia, la Segnalazione di inizio attività: la Calabria, infatti, è la prima Regione ad inserire in una sua legge il riferimento esplicito al nuovo strumento introdotto a livello nazionale con la manovra economica d’estate e di cui “leggi illustrate” si è occupata nel numero di settembre.
CASA: LAVORI SENZA DIA, REGIONI PERMETTENDO
Aprile 2010 - (Pagina 44)
Liberalizzare la piccola attività edilizia. E’ quanto si propone il Governo con una norma inserita, a sorpresa, nel decreto-legge incentivi (D.L. n. 40/2010 in G.U. n. 71 del 26 marzo 2010), la quale va a modificare l’art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) ampliando la gamma degli interventi che non hanno bisogno della Denuncia di inizio attività (la cosiddetta Dia), né di altri titoli autorizzatori per essere realizzati. Si aggiunge, così, alla manutenzione ordinaria, alle opere volte all’eliminazione delle barriere architettoniche ed a quelle temporanee per le attività di ricerca nel sottosuolo, tutte operazioni che erano già liberalizzate, un elenco di sette nuove tipologie di intervento, fra cui anche la manutenzione straordinaria, a condizione, però, che quest’ultima non interessi «le parti strutturali dell’edificio», non comporti «aumento del numero delle unità immobiliari e non implichi «aumento dei parametri urbanistici». Ma le nuove norme hanno efficacia laddove le Regioni non prevedano una disciplina più restrittiva. Il che non è poca cosa, anzi: otto Regioni (Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta) più le due Province di Trento e Bolzano hanno norme più stringenti. Cosa significa questo? Significa che a meno che queste Regioni non si adeguino alla normativa statale (cosa assai improbabile dato la conflittualità tra Stato ed enti locali: basti pensare al Piano casa) tutto rimarrà così come è ora.
CEDOLARE SECCA DAL 2011?
Settembre 2010 - (Pagina 45)
Cedolare secca sugli affitti, con aliquota fissa del 20%, a partire dall’anno prossimo. Sarà facoltativa e alternativa rispetto all’attuale sistema di tassazione, sostituendo l’IRPEF, le relative addizionali locali e l’imposta di bollo sul contratto di locazione (esclusivamente per i contratti a canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa, assorbirà da subito anche l’imposta di registro). Forte inasprimento delle sanzioni per chi si ostina a non dichiarare gli affitti percepiti; tra le misure punitive, i proprietari che non “sistemeranno” le situazioni irregolari entro il 31 dicembre 2010 subiranno una consistente sforbiciata alle loro entrate: l’ammontare del canone per la locazione verrà fissato, per quattro anni, in misura pari al triplo della rendita catastale, che può corrispondere a qualcosa come il 70-90% in meno dei prezzi di mercato (il Fisco, in tal modo, potrà contare anche sulla interessata “collaborazione informativa” da parte degli inquilini). Dal 2014, poi, arriverà l’imposta municipale, che sarà di due forme: una, cosiddetta “propria”, che riguarderà il possesso di immobili diversi dall’abitazione principale e i trasferimenti di proprietà, prendendo il posto di vari tributi, tra cui l’ICI, l’imposta di registro e quella sulle successioni e donazioni; l’altra, definita “secondaria facoltativa”, per gli immobili non a uso abitativo, che potrà rimpiazzare alcuni tributi minori, tra cui la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e l’imposta comunale sulla pubblicità. Per gli atti di compravendita immobiliare, il prelievo ordinario sarà dell’8% (oggi si paga complessivamente il 10%, suddiviso fra le tre imposte di registro, ipotecaria e catastale), del 2% se si beneficia delle agevolazioni per la prima casa. Anche i trasferimenti di beni in caso di successione saranno tassati al 2%; si pagherà, invece, in misura fissa - 1.000 euro - per la prima casa ereditata. Sono questi, in sintesi, i principali contenuti del quarto decreto attuativo del federalismo, il primo ad entrare nel vivo della devoluzione fiscale ai Comuni, che ha acquisito il via libera nell’ultimo Consiglio dei ministri, prima della pausa estiva. Il provvedimento, tuttavia, non è definitivo. Lo attende l’iter dei decreti legislativi. Tuttavia, se questo Governo durerà, non dovrebbe subire modifiche di rilievo.
COMPRAVENDITA IMMOBILI
Settembre 2010 - (Pagina 43)
I nuovi obblighi di legge in materia di Catasto non riguardano il caso di costituzione di ipoteca mentre, nei rogiti, la conformità allo stato di fatto dei dati contenuti nei registri immobiliari potrà essere attestata anche da un tecnico. Sono queste le due principali novità contenute nella legge di conversione della manovra finanziaria di cui al decreto-legge 78/’10 che ha dichiarato guerra agli immobili sconosciuti al Catasto: ai fabbricati, cioè, costruiti e mai denunciati (e che quindi risultano fiscalmente inesistenti) oppure ai fabbricati in origine denunciati ma poi oggetto di variazioni (planimetriche, d'uso, ecc.) non dichiarate, e che quindi risultano formalmente in uno stato diverso da quello in cui in effetti si trovano. L’originaria formulazione dell’art. 19, comma 14 prevedeva, a partire dal 1° luglio 2010, che tutti gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali (ivi compresa la costituzione di ipoteca) su fabbricati già esistenti dovessero contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie. Inoltre, che prima della stipula dei predetti atti il notaio individuasse gli intestatari catastali e “verificasse la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari”.
EDILIZIA: STOP ALLA DIA, ARRIVA LA SCIA
Settembre 2010 - (Pagina 42)
Ancora novità in materia edilizia. Con l’approvazione della legge di conversione del decreto-legge 78/’10, infatti, la Dia, vale a dire la dichiarazione di inizio attività, va in soffitta, e viene sostituita dalla Scia, cioè dalla segnalazione certificata di inizio attività. Il che significa, in altre parole, che si passa da un controllo preventivo (Dia) – che necessitava, in ogni caso, del decorso di un tempo minimo (30 giorni)– ad una verifica successiva (Scia), con conseguente possibilità di avvio immediato dell'attività edilizia. Senza dubbio una rivoluzione, resa possibile con la riscrittura integrale dell'articolo 19 della legge 241/90. Una norma che disciplinava l’avvio dell’attività d’impresa, ma che, per come è stata modificata, adesso si estende anche all’attività edilizia.
FONDO DI SOLIDARIETÀ PER PAGARE GLI INTERESSI SUI MUTUI
Ottobre 2010 - (Pagina 7)
C’è voluto del tempo, molto più del previsto, ma alla fine, dopo una serie di rinvii e di intoppi burocratici, il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa, istituito con la Finanziaria del 2008, ha fatto un passo avanti. E’ stato pubblicato, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto scorso, il decreto ministeriale n. 132 del 21 giugno 2010 che contiene le istruzioni operative per la procedura di sospensione delle rate per i mutuatari in difficoltà con i pagamenti. Il Fondo di solidarietà presenta alcune caratteristiche che lo rendono più conveniente rispetto, ad esempio, al “Piano Famiglie” varato dall'Abi (Associazione Bancaria Italiana) ed accessibile fino al 31 gennaio 2011. Ad esempio, il trattamento degli interessi maturati durante la sospensione. Nel “Piano Famiglie” restano a carico del mutuatario; in caso di adesione al Fondo di solidarietà, invece, saranno interamente a carico della banca, che potrà a sua volta richiedere il rimborso al Fondo di solidarietà. Lo schema di domanda verrà reso disponibile sul sito del Ministero del Tesoro (www.dt.tesoro.it.fondomutuiprimacasa) non appena verrà individuato chi gestirà il fondo.
IMMOBILI PUBBLICI: RAZIONALE UTILIZZO
Gennaio 2010 - (Pagina 41)
Da tempo ormai, anno dopo anno, le Leggi finanziarie introducono norme per tenere sotto controllo le spese per gli immobili delle pubbliche amministrazioni; in special modo, quelle delle amministrazioni centrali. A parte i problemi legati all’utilizzo e alla manutenzione degli edifici di proprietà dello Stato, c’è l’immensa pletora degli immobili acquisiti o ceduti in locazione, spesso con criteri alquanto disomogenei di determinazione dei canoni. Proprio per tentare di mettere ordine in questa giungla immobiliare, la Finanziaria 2010 vara un pacchetto di provvedimenti (commi da 222 a 224 dell’art. 2) per rafforzare il ruolo e le funzioni dell’Agenzia del Demanio. La parte più corposa ed importante è quella contenuta nel comma 222 dell’art. 2, dove è stabilito che le amministrazioni dello Stato (comprese le Agenzie fiscali e la Presidenza del Consiglio) comunicheranno annualmente, entro il 31 gennaio, all’Agenzia del Demanio la “previsione triennale” riguardo alle loro esigenze di “spazio allocativo” o, all’opposto, riguardo agli eccessi di spazi a loro disposizione rispetto alle esigenze.
IMMOBILI: DALLA MANOVRA NOVITÀ PER CHI VENDE E PER CHI AFFITTA
Luglio-Agosto 2010 - (Pagina 3)
Chi sta per vendere o acquistare casa, ma anche chi ha intenzione affittarla sappia che dal 1° luglio sono scattate una serie di novità destinate ad avere importanti ricadute sul piano pratico. La Manovra finanziaria approvata dal Governo (d.l. 78/’10, davanti al Parlamento per la conversione in legge) contiene, infatti, una norma, l’art. 19, che, allo scopo di disincentivare il permanere del fenomeno delle “case fantasma”, rende la vita dei proprietari (di tutti i proprietari, purtroppo, e non solo dei soliti furbi) indubbiamente più difficile. Basti pensare che un atto di compravendita è nullo se non contiene una dichiarazione in cui gli intestatari affermano che la situazione reale dell’immobile è conforme a quanto risulta in Catasto, mentre la mancata indicazione dei dati catastali, nelle richieste di registrazione delle locazioni, comporta l’applicazione di pesanti sanzioni pecuniarie. E’anche operativa dal 1° luglio la disposizione contenuta nell’articolo 25 del decreto legge n. 78/2010, che dispone l’obbligo della ritenuta d’acconto del 10% sulle somme pagate dai contribuenti, tramite bonifico bancario o postale all’impresa per opere di ristrutturazioni edilizie o risparmio energetico al fine di poter beneficiare delle detrazioni fiscali (36% o 55%). L’adempimento, quindi, riguarda Poste italiane Spa o la banca del destinatario del bonifico, che devono assumere la veste di sostituto d’imposta ed operare la trattenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito al momento di accreditare gli importi a favore delle imprese. Le ritenute saranno poi versate all’erario, da banca o posta, secondo le modalità ordinarie, cioè entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate.
INTERVENTI SU BENI PROTETTI: SEMPLIFICATA LA PROCEDURA
Ottobre 2010 - (Pagina 6)
Domanda accompagnata da una semplice dichiarazione asseverata di conformità alla normativa vigente, procedimento che deve concludersi in non più di 60 giorni ed efficacia immediata dell'autorizzazione. E’ quanto prevede il D.P.R. 9 luglio 2010, n. 139 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 agosto 2010 n. 199) che – in attuazione del Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004) – detta una disciplina semplificata per gli interventi di «lieve entità» su beni di interesse paesaggistico. Il provvedimento si applica direttamente alle Regioni a statuto ordinario mentre in quelle a statuto speciale ci sarà tempo 6 mesi per recepirlo. Già si registrano due schieramenti: quelli che pensano che queste semplificazioni si risolveranno in un danno per il territorio e quelli invece che ritengono che il provvedimento abbia introdotto delle regole snelle di cui non si poteva più fare a meno. Staremo a vedere. In questo numero la portata pratica del provvedimento.
NUOVO PIANO CASA NEL LAZIO
Ottobre 2010 - (Pagina 8)
Novità in arrivo per il Piano Casa del Lazio. La nuova giunta guidata da Renata Polverini ha infatti deciso di allargare le maglie della legge in vigore, sperando in questo modo di rilanciare un’iniziativa che, a dispetto delle attese, si sta rivelando un fallimento. Così, secondo quanto anticipato dall’assessore all’Urbani­stica, diverrà possibile intervenire nei centri storici, nelle zone agricole ed anche, come previsto dalla Regione Calabria, negli edifici in condominio. Inoltre gli adeguamenti sismici saranno circoscritti alla sola sezione che si modifica e non a tutto l'edificio mentre, con riferimento  all’incremento volumetrico per le demolizioni con successiva ricostruzione, verrà rivisto in modo significativo il tetto del bonus, portandolo probabilmente al 50%.
PRIMA CASA: SOSPENSIONE DEL PAGAMENTO DEI MUTUI
Febbraio 2010 - (Pagina 3)
Dal 1° febbraio è possibile presentare alla propria banca la domanda per la sospensione delle rate del mutuo contratto per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Lo stabilisce il “Piano famiglia” siglato fra l'Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, che ha lo scopo di favorire le famiglie che nel 2009 e nel 2010 abbiano subito (o subiranno) eventi sfavorevoli quali la perdita del lavoro, l'ingresso in cassa integrazione, la morte o l'insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore del prestito. Si tratta, però, di una misura non per tutti. Per usufruire della sospensione, infatti, è necessario, anzitutto, che l’istituto di credito presso cui è stato acceso il mutuo abbia aderito all’accordo e, poi, che sussistano tutta una serie di condizioni di natura soggettiva e oggettiva. In dettaglio, in questo numero, vediamo di che si tratta. Il modello di domanda.
REGOLARIZZAZIONE DELLE CASE FANTASMA
Luglio-Agosto 2010 - (Pagina 4)
Il decreto legge n. 78/2010 (articolo 19, commi da 7 a 13) sembra voglia finalmente portare a compimento le attività finalizzate a far “emergere” i tanti fabbricati disseminati sul territorio nazionale non dichiarati in Catasto. La manovra correttiva prevede che le operazioni di identificazione, da parte dell’Agenzia del territorio, degli immobili non dichiarati al Catasto devono essere concluse entro il 30 settembre 2010, mentre coloro che su quegli immobili vantano diritti reali avranno tempo fino al 31 dicembre di quest’anno per procedere alla presentazione della dichiarazione di aggiornamento catastale ai fini fiscali. Analogo termine (31 dicembre 2010) è fissato anche per regolarizzare gli immobili con situazione catastale non aggiornata: entro fine anno andranno denunciati gli interventi edilizi che hanno determinato una variazione di consistenza (come nell’ipotesi della trasformazione di un balcone in veranda) o di destinazione (ad esempio, da abitazione ad ufficio) non dichiarata. In caso di inadempienza, l’Agenzia del territorio, anche con la collaborazione dei Comuni, effettuerà gli accertamenti di competenza.
SEMPLIFICAZIONE EDILIZIA: LEGGE NAZIONALE E REGIONI
Maggio 2010 - (Pagina 3)
Il decreto legge approvato dal Governo (D.L. 25 marzo 2010, n. 40, in G.U. n. 71 del 26 marzo 2010) amplia la gamma degli interventi che non hanno bisogno della Denuncia di inizio attività (la cosiddetta DIA) ne di altre autorizzazioni. La nuova formulazione dell’art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/201) contenuta nel decreto, aggiunge un elenco di 7 nuove tipologie di intervento che non hanno bisogno di autorizzazione a quelle che erano già state liberalizzate in precedenza (manutenzione ordinaria, opere volte all’eliminazione delle barriere architettoniche, opere temporanee dell’attività di ricerca nel sottosuolo). La nuova più importante “liberalizzazione” è senz’altro la manutenzione straordinaria. In questo caso basterà soltanto una comunicazione al comune integrata, però, da una relazione sugli interventi da effettuare a cura del tecnico di fiducia. Quest’ultima è una integrazione introdotta dalla Camera dei Deputati in sede di conversione in legge del provvedimento. Occorre, tuttavia, considerare che lo stesso art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia fa espresso cenno al fatto che nelle Regioni in cui la materia dei titoli abilitativi è stata disciplinata con norme più restrittive, sono queste le disposizioni alle quali occorre fare riferimento.
SICILIA: IL PIANO CASA REGIONALE
Maggio 2010 - (Pagina 9)
Pure la Sicilia ha il suo Piano casa, anche se con notevole ritardo su altre regioni. (Un panorama generale delle altre leggi regionali è stato pubblicato nell’inserto di gennaio di “leggi illustrate). La legge è la n. 6 e porta la data del 23 marzo 2010. E’ stata pubblicata sulla Gazzetta della Regione Sicilia n. 14 del 26 marzo scorso. Anche la legge siciliana, come le altre, ha lo scopo di rilanciare l’attività edilizia favorendo aumenti di cubatura e allo stesso tempo vuole incentivare la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici. L’impianto ricalca, in sostanza, l’intesa tra Stato e Regioni del 1° aprile 2009 e i Piani casa di altre Regioni, con alcune differenze, però. Ad esempio l’obbligo, per poter usufruire dei benefici di legge, che gli immobili siano in regola con Ici, Tarsu o Tia (rifiuti urbani). Oppure i 120 giorni concessi ai Comuni per delimitare le zone in cui non possono essere realizzati aumenti di volumetria o ricostruzioni (in genere le altre Regioni ne davano al massimo 60). O, ancora, la possibilità di eseguire ampliamenti, a determinate condizioni, anche su edifici destinati ad attività produttive. Le novità quindi ci sono.
Lavoro
ATTIVITÀ LAVORATIVE POSSIBILI DURANTE LA CASSA INTEGRAZIONE
Ottobre 2010 - (Pagina 3)
Nel corso della cassa integrazione, il lavoratore a volte mantiene il sussidio anche in caso di svolgimento contemporaneo di un'altra attività lavorativa, e a nulla importa che sia un'attività autonoma ovvero subordinata. La nota incompatibilità fra l'erogazione dell'indennità a carico dell'Inps e la produzione contemporanea di un reddito da lavoro non è affatto assoluta e automatica, ma va considerata a seconda delle situazioni che, nell'attuale complessità dei rapporti di lavoro, possono verificarsi. Con la circolare 107, del 5 agosto scorso, l'Inps aggiorna le sue precedenti posizioni (circolare 179/2002), che dunque devono considerarsi superate, seppur con qualche eccezione. In questo numero le attività compatibili e quelle incompatibili.
CERTIFICATO MEDICO TELEMATICO: UN SOSTANZIALE RINVIO DELL’OBBLIGO
Ottobre 2010 - (Pagina 4)
I datori di lavoro che preferiscono ricevere i certificati medici telematici via posta elettronica certificata (PEC), piuttosto che venirne in possesso attraverso il sito Inps, ora possono presentare apposita istanza ad una qualunque sede territoriale dell'Istituto previdenziale. Con la circolare n. 119 del 7 settembre 2010, l'Inps fornisce le istruzioni operative su tale nuova opzione a disposizione delle aziende.
CERTIFICATO TELEMATICO PER LE ASSENZE DI MALATTIA
Maggio 2010 - (Pagina 13)
Dal 3 luglio 2010, i lavoratori dipendenti, le aziende e i medici curanti dovranno attenersi a nuove disposizioni in tema di certificazione della malattia. Il medico curante che attesterà l’inabilità al lavoro del dipendente dovrà obbligatoriamente emettere un certificato “telematico” che sarà ricevuto dall’Inps e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in tempo reale via web.
COLLEGATO LAVORO: È LEGGE. LE NOVITÀ NEL SETTORE PRIVATO
Novembre 2010 - (Pagina 3)
Il 19 settembre scorso, la Camera ha approvato in via definitiva il "collegato lavoro". Il provvedimento, dopo un lungo e travagliato iter legislativo durato più di due anni, porta con sé rilevanti novità in tema di arbitrato, conciliazioni, contrasto al lavoro nero e irregolare, ecc. Il provvedimento aveva subito uno stop a seguito delle perplessità manifestate dal Presidente della Repubblica nella prima versione approvata lo scorso marzo. Rinviato alle Camere, il testo ha recepito parte delle osservazioni del Presidente. Le novità più interessanti, ma anche maggiormente contrastate, riguardano la gestione dei conflitti nascenti dal rapporto di lavoro: da una parte l'abrogazione dell’obbligo del tentativo di conciliazione prima di adire le vie legali, dall'altra il rafforzamento dell'arbitrato per la risoluzione delle liti tra datore e lavoratore, in alternativa al processo davanti al giudice del lavoro. L'idea che ha spinto questa mini riforma del contenzioso del lavoro parte dal presupposto che il tentativo obbligatorio di conciliazione abbia sostanzialmente fallito il suo obiettivo originario, cioè quello di deflazionare significativamente il contenzioso giudiziale. In effetti, negli ultimi anni, la conciliazione obbligatoria era quasi totalmente caratterizzata dalla prassi di ratificare, da parte delle commissioni, gli accordi già raggiunti in separata sede tra il datore di lavoro e il lavoratore, mentre tutti gli altri conflitti non risolti spontaneamente dai contendenti finivano comunque davanti al giudice.
COLLEGATO LAVORO: È LEGGE. LE NOVITÀ NEL SETTORE PUBBLICO
Novembre 2010 - (Pagina 7)
La parte del “Collegato” che riguarda il lavoro pubblico e l’organizzazione della pubblica amministrazione non ha subito modifiche di rilievo nel corso del secondo passaggio in Parlamento. I punti significativi riguardano la delega al governo per il riordino degli enti previdenziali (art. 2), la semplificazione di alcuni adempimenti formali delle pubbliche ammini­strazioni (art. 5), la mobilità dei pubblici dipendenti (art. 13), la pubblicazione sul web di dati personali degli impiegati (art. 14), gli incarichi dirigenziali presso la Presidenza del Consiglio (art. 15), il lavoro a tempo parziale (art. 16), i contratti collettivi del personale trasferito alla Presidenza del Consiglio (art. 17), l’aspettativa per intraprendere attività imprenditoriali (art. 18), la specificità delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco (art. 19), le pari opportunità, l’età pensionabile dei medici del Servizio Sanitario nazionale (art. 22), la delega al governo per il riordino delle norme su congedi e permessi (art. 23), le nuove norme sui permessi per assistenza a portatori di handicap (art. 24), i certificati di malattia (art. 25); gli incarichi dirigenziali (art. 26), il personale dell’amministrazione della Difesa (art. 27). Salvo pochi dettagli, questi articoli sono praticamente identici al testo già approvato a marzo. Per quanto riguarda, infine, l’applicazione al pubblico impiego del nuovo meccanismo di arbitrato secondo equità (art. 31, comma 9) sarà probabilmente necessario un riesame del provvedimento da parte del legislatore, per evitare il rischio – sottolineato durante le discussioni parlamentari – che entri in collisione col Decreto Brunetta (che, tra l’altro, vieta la previsione di ricorso all’arbitrato nei contratti collettivi).
COLLEGATO LAVORO: LE NOVITÀ PER LE AZIENDE E I LAVORATORI
Aprile 2010 - (Pagina 7)
Il disegno di legge, cosidedetto “collegato lavoro” alla Legge Finanziaria 2008, dopo due anni di gestazione è stato approvato dal Parlamento a metà di marzo 2010. Il provvedimento, però, non è stato promulgato dal Presidente della Repubblica perché vi ha ravvisato alcuni aspetti di incostituzionalità. Si tratta di un provvedimento di ampia portata per il mondo del lavoro, che ha, però, suscitato da subito molte polemiche: opposizione e sindacati ne ravvisano, infatti, la volontà del legislatore di attenuare gli obblighi e le responsabilità del datore di lavoro nei confronti del lavoratore. In questo numero “leggi illustrate” esamina le parti salienti del provvedimento, anticipando in qualche modo anche i motivi di perplessità poi confermati dal rinvio alle Camere da parte delPresidente della Repubblica.
COMMERCIO: ORA LA DIA HA EFFICACIA IMMEDIATA
Giugno 2010 - (Pagina 48)
Molte attività commerciali saranno aperte con la DIA ad efficacia "immediata"; altre attività saranno sottoposte alla DIA ad efficacia "differita"; altre ancora (non poche, per numero e per peso economico) resteranno ancorate alla vecchia burocrazia. E’ l’effetto del decreto legislativo 51/2010, entrato in vigore l’8 maggio scorso.
I “VOUCHER” PER I LAVORI SALTUARI: SI ACQUISTANO ANCHE IN TABACCHERIA
Giugno 2010 - (Pagina 48)
L'esperimento Voucher va avanti con decisione. Il ministero del lavoro intende incentivare fortemente il lavoro occasionale "accessorio" retribuito non in nero, con l’utilizzo di questi particolari “buoni lavoro”. Ricordiamo che i voucher (buoni) hanno tagli da 10 o 50 euro e possono esssere utilizzati per compensare i lavori occasionali e comprendono la copertura previdenziale (INPS e INAIL). Dal 17 maggio scorso, dopo la sottoscrizione una specifica intesa tra l'Inps e la Federazione Italiana Tabaccai (FIT), i voucher possono essere acquistati e cambiati presso i tabaccai affiliati.
LA “SOMMINISTRAZIONE” ANCHE A TEMPO INDETERMINATO
Gennaio 2010 - (Pagina 45)
Il contratto commerciale di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (cd “staff leasing”), introdotto per la prima volta dalla riforma Biagi del 2003, viene reintrodotto dalla Legge Finanziaria 2010, dopo che era stato abrogato dall’articolo 1, comma 46, della L. 247/2007 (Governo Prodi). Si ha lo “staff leasing” quando un’agenzia di lavoro fornisce a tempo indeterminato ad una impresa il lavoratore di cui ha bisogno in cambio di un compenso forfettario, mentre il rapporto di lavoro vero e proprio si instaura tra lavoratore e agenzia. Nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2009, le Agenzie di lavoro hanno potuto operare, dunque, con la sola somministrazione di lavoro a tempo determinato, mentre con riguardo alla somministrazione a tempo indeterminato la loro attività è rimasta limitata alla sola possibilità di portare a naturale conclusione i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della L. n. 247/2007. Qui, peraltro, occorre tenere presente che l’abrogazione aveva interessato solo la disciplina relativa al contratto di natura commerciale tra l’Agenzia e l’utilizzatore, non incidendo minimamente sui contratti di lavoro stipulati con i lavoratori somministrati; in sostanza, il venir meno della possibilità di ricorso allo staff leasing, non escludeva che l’agenzia di somministrazione potesse instaurare con il lavoratore un rapporto di lavoro fondato su una tipologia contrattuale diversa dal contratto a termine e, quindi, anche ricorrere al contratto a tempo indeterminato.
LAVORO SUBORDINATO IN NERO: SCATTANO SANZIONI AGGIUNTIVE
Dicembre 2010 - (Pagina 44)
Il 24 novembre scorso è entrato in vigore il provvedimento che per due anni abbiamo chiamato "collegato lavoro" (vedi “leggi illustrate” di novembre scorso), ora codificato come legge 4 novembre 2010, n. 183. Decorso il termine della vacatio legis (15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 9 novembre) gran parte delle disposizioni su cui si sono confrontati forze politiche, parti sociali, operatori del settore, sono ora pienamente efficaci. Su una di queste, il Ministero del lavoro ha già sfornato una circolare di tutto interesse che riguarda le sanzioni per i datori di lavoro che occupano lavoratori non regolari (Circolare n. 38/2010); precisamente la maxisanzione pensata per contrastare fenomeni sostanziali di lavoro nero.
MODIFICHE AL “COLLEGATO LAVORO”
Maggio 2010 - (Pagina 39)
Il “collegato lavoro” alla Finanziaria 2008, dopo due anni di faticosi lavori parlamentari era stato approvato definitivamente. Ma il Presidente della Repubblica ha ritenuto di non promulgare il provvedimento. Che ci fossero dei problemi lo aveva evidenziato “leggi illustrate” di aprile. Discutibile, soprattutto, era sembrata la cosiddetta “clausola compromissoria” introdotta nel provvedimento per regolare le controversie di lavoro. Nella convinzione che il provvedimento sia viziato di incostituzionalità, il Capo dello Stato ha esercitato i poteri conferiti dall’art. 74 della Costituzione e dunque ha rifiutato la promulgazione della legge. I temi da riconsiderare, secondo Napolitano, riguardano prevalentemente la formulazione dell’articolo 31, che disciplina il nuovo arbitrato nelle controversie di lavoro. Ha chiesto, pertanto, di introdurre dei correttivi che garantiscano la volontarietà dell’arbitrato e la tutela del contraente debole, cioè il lavoratore.
NUOVE REGOLE DEL LAVORO:LA RIVOLUZIONE PUÒ ASPETTARE
Marzo 2010 - (Pagina 11)
Il disegno di legge, cosiddetto “collegato lavoro” alla legge Finanziaria 2008, dopo due anni fa ancora molta fatica ad uscire dalle aule del Parlamento. Entrato a Montecitorio subito dopo l’insediamento dell’attuale Governo, peraltro con notevole enfasi mediatica e politica (l’elenco dei presentatori porta la firma dei ministri all’Economia, allo Sviluppo Economico, alla Funzione Pubblica, al Lavoro, alla Semplificazione Normativa e alla Giustizia), dopo quattro passaggi parlamentari, non si sa ancora con precisione quando potrà essere approvato definitivamente. Tuttavia “leggi illustrate” anticipa il provvedimento legislativo non è stato messo in naftalina. Secondo i bene informati dovrebbe trovare ormai in tempi brevi la via della Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un provvedimento di ampia portata per il mondo del lavoro e dagli atti dei lavori parlamentari vengono evidenziati i contrasti - anche trasversali - che ne hanno ritardato l’approvazione. In questo numero accenniamo ad alcune delle innovazioni previste che servono a spiegare ampiamente i motivi che hanno reso finora problematica l’approvazione.
PROROGHE E RIFINANZIAMENTI DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Gennaio 2010 - (Pagina 43)
La Finanziaria 2010 prevede (Art. 2, commi 136-140) una serie di proroghe e rifinanziamenti per i trattamenti di sostegno al reddito, introdotti dal Decreto Anticrisi di fine 2008 (d.l. 185/2008). In particolare si tratta di interventi in “deroga” rispetto agli ordinari trattamenti di cassa integrazione e mobilità, della possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati da aziende che occupano fino a quindici dipendenti, del trattamento di sostegno al reddito per i lavoratori somministrati. Inoltre, viene rinnovata anche per l’anno 2010, la possibilità di concessione “in deroga” dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale, a determinate condizioni, per periodi non superiori a 12 mesi. Da quest’anno, infine, le somme a sostegno del reddito dovrebbero essere erogate con maggiore puntualità rispetto al passato.
Legge Finanziaria
FINANZIARIA 2010
Gennaio 2010 - (Pagina 3)
Qualcuno l'ha chiamata “Finanziaria omnibus” perché nei suoi due articoli e 257 commi contiene “di tutto di più”, dai 6 milioni per i defibrillatori all’ormai fantomatico credito agevolato per l'acquisto della prima casa delle giovani coppie fino alla messa in vendita dei marchi delle Forze Armate. In questo numero sono approfonditi i temi di più vasto interesse; inoltre, in pillole cerchiamo di spiegare i contenuti dei singoli commi dell’illegibile provvedimento.
Novità legislative
RAFFICHE DI PROROGHE ANCHE PER IL 2010
Marzo 2010 - (Pagina 3)
Anche il “milleproroghe” 2010 (D.L. n. 194 del 30 dicembre 2009) è stato convertito in legge secondo l’ormai collaudato canovaccio utilizzato, da un po’ di anni, da tutti i governanti di turno: il Consiglio dei ministri vara il decreto, l’esame del provvedimento in Parlamento viene circoscritto ai lavori delle Commissioni, la maggioranza poi prepara un maxi emendamento da far approvare in blocco. Unica differenza, non si è fatto ricorso al voto di fiducia, ma si è aperto il solito mercatino, anche se marginale. Ne è venuto fuori, comunque, un mostro di 16 articoli e 150 commi (Legge n. 25 del 26-2-2010, in G.U. n. 48 del 27-2-2010, Suppl. Ord. n. 39). Diverse, quindi, le modifiche e le integrazioni apportate al decreto di partenza, mentre sono rimaste fuori alcune misure attese e annunciate (come gli incentivi per la rottamazione delle auto e la rivalutazione degli immobili delle imprese) che, per un motivo o per un altro, alla fine non ce l’hanno fatta ad essere imbarcate sul provvedimento. Rientrati, invece, all’ultimo momento i contributi per l’editoria. Come consuetudine, le proroghe contenute nel tradizionale decreto di fine anno – ora divenuto legge – toccano un po’ tutti i settori della pubblica amministrazione: dal fisco (“scudo”, studi di settore, frontalieri, 5 per mille, proprietà contadina, trasmissioni telematiche dei sostituti d’imposta, ecc.) al lavoro (sostegno al reddito dei lavoratori della sanità privata in situazione di crisi aziendale, dipendenti Consob a tempo determinato, validità delle graduatorie già approvate e riduzione degli organici nelle pubbliche amministrazioni, personale delle Forze armate e di polizia); dagli interni (obbligo di licenza per gli internet point, carta d’identità munita di impronte digitali, consenso o diniego alla donazione di organi, istituzione uffici nelle nuove province) alle infrastrutture e trasporti (proroga degli sfratti, limitazioni alla guida, concessioni aeroportuali, tasse e diritti marittimi, blocco tariffe, rinvio del divieto degli arbitrati nelle controversie sui contratti pubblici); dalla sanità (attività intramuraria presso il proprio studio professionale, benefici previdenziali per i lavoratori dell’amianto, commercio di prodotti medicinali) all’istruzione (precari della scuola, reclutamento di ricercatori universitari, messa in sicurezza e adeguamento antisismico delle scuole); dall’ambiente (adozione della Tia, inquinamento impianti industriali, installazione impianti fotovoltaici) allo sviluppo economico (fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, zone franche urbane). Per concludere, una chicca: l’articolo 10-quater si occupa della gestione del libro genealogico del cane di razza. In questo numero un approfondimento sulle proroghe più importanti.
Previdenza
AMMINISTRATORI DI SRL: DOPPIA CONTRIBUZIONE INPS
Settembre 2010 - (Pagina 12)
I soci di Srl che lavorano in imprese commerciali di cui sono anche amministratori sono soggetti a un duplice obbligo contributivo. Con una norma di interpretazione autentica la legge 122/2010 sulla manovra stabilisce infatti che devono iscriversi sia alla gestione commercianti sia a quella separata dell’Inps. Si chiude così un annosa vicenda che ha alimentato in passato un ampio contenzioso. Da un lato i soggetti interessati secondo i quali la legge 662/96 (Finanziaria ’97) impone, in caso di più attività autonome svolte contemporaneamente, l’iscrizione solo alla gestione previdenziale dove si colloca l’attività svolta in modo prevalente. Dall’altra l’Inps che ha sempre visto le cose diversamente, sostenendo l’obbligo della doppia iscrizione sia alla gestione commercianti sia alla gestione separata per i compensi di amministratore, in quanto l’unicità di iscrizione doveva intendersi limitata ai casi di contemporaneo svolgimento dell’attività di artigiano, commerciante e agricoltore. La questione sembrava definitivamente risolta dalla Cassazione che, con una sentenza delle Sezioni unite (n. 3240/10), ribadiva la necessità dell’iscrizione a una sola gestione. Il decreto conferma, invece, l’impostazione assunta sempre dall’Inps e stabilisce che il criterio dell’attività prevalente riguarda solo le attività esercitate in forma di impresa da commercianti, artigiani e coltivatori. Ne consegue che i soci di Srl che lavorano in modo prevalente per l’impresa devono versare i contributi sia alla gestione commercianti, sia alla gestione separata per i compensi derivanti dall’attività di amministratore. Il provvedimento di interpretazione autentica inserito nella manovra ha efficacia retroattiva e come tale fa cadere il contenzioso in corso con la sola eccezione delle sentenze passate in giudicato. Da notare che l’Inps ha già fatto partire intanto un piano di verifiche per accertare il lavoro abitualmente compiuto dei soci di Srl e di società semplici, inviando una lettera in cui si preannuncia l’iscrizione d’ufficio nel caso in cui dai dati comunicati dal Fisco, risulta che sui redditi dichiarati non sono stati versati i contributi previdenziali.
AMMORTIZZATORI, NUOVI TETTI PER LE INDENNITÀ
Marzo 2010 - (Pagina 13)
Sono stati aggiornati al costo della vita i massimali mensili per i cosiddetti ammortizzatori sociali. I nuovi importi per la cassa integrazione, la disoccupazione e la mobilità decorrono dal 1° gennaio 2010. Con la circolare 18/2010 l’Inps ha fatto sapere che da quest’anno l’adeguamento al costo della vita, pari al 100% dell’indice Istat, spetta anche per i trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia.
ARTIGIANI E COMMERCIANTI: CONTRIBUTI FERMI NEL 2010
Aprile 2010 - (Pagina 45)
Anche quest’anno contributi previdenziali bloccati per artigiani e commercianti. L’Inps ha confermato che le aliquote sono rimaste ferme al 20% del reddito imponibile per cui pagheranno qualcosa in più (19 euro) per effetto dell’aggiornamento del minimale soltanto coloro che non hanno redditi superiori a 14.334 euro. In questo numero nei dettagli, in vista del primo appuntamento del 16 maggio, quali sono nel 2010 le cifre effettivamente da pagare e le modalità di versamento.
ASSEGNO DI INVALIDITÀ: I NUOVI LIMITI DI REDDITO
Febbraio 2010 - (Pagina 36)
Da gennaio sono scattate nuove regole per il riconoscimento dell’invalidità civile. Le domande non vanno più presentate alla Asl ma direttamente all’Inps che diventa il fulcro dell’intero settore. All’ente di previdenza è affidato anche il compito di intensificare i controlli per scovare i furbi che usufruiscono di assegni e indennità senza averne diritto. Tutto ciò non inciderà in alcun modo sui diritti degli invalidi le cui prestazioni sono state adeguate da gennaio al costo della vita con la stessa percentuale (+0,7%), prevista per le pensioni dell’Inps e degli altri enti previdenziali.
ASSEGNO FAMILIARE: NUOVI LIMITI DI REDDITO
Luglio-Agosto 2010 - (Pagina 14)
Dal 1° luglio sono cambiati i limiti di reddito per l’assegno familiare, di cui possono usufruire le categorie del lavoro dipendente (pensionati compresi) e gli iscritti in via esclusiva alla gestione separata. La rivalutazione è stata effettuata sulla base dell’aumento (+0,7%) del costo della vita registrato dal Istat tra il 2008 e il 2009. I nuovi valori, validi fino al 30 giugno del 2011, sono stati resi noti dall’Inps con le tabelle allegate alla circolare 69/2010.
AUTONOMI E PARASUBORDINATI: SALDO E ACCONTO DEI CONTRIBUTI
Maggio 2010 - (Pagina 14)
A giugno non c’è solo il fisco a battere cassa per artigiani, commercianti e per i professionisti che lavorano con contratti di collaborazione. Le categorie devono fare i conti anche con l’Inps al quale bisogna versare il saldo 2009 e il primo acconto del 2010 dei contributi previdenziali. Ecco, in vista della scadenza del 16 giugno un riepilogo delle regole da osservare per non commettere errori.
BUONUSCITA STATALI: LE NUOVE REGOLE
Novembre 2010 - (Pagina 10)
Nella manovra estiva, varata con la legge 122/2010, per le liquidazioni dei dipendenti pubblici non c’è solo il pagamento rateale per importi sopra i 90 mila euro. Dal 1° gennaio scatta un graduale allineamento al sistema di calcolo meno favorevole previsto per i lavoratori privati. Con la circolare n.17 dell’8 ottobre scorso l’Inpdap ha fatto il punto sugli effetti delle nuove norme spiegando in quali casi ai dipendenti viene ancora garantito un trattamento di fine servizio con le vecchie regole.
CANTIERE PENSIONI
Luglio-Agosto 2010 - (Pagina 7)
A poco più di due anni di distanza dalla riforma del Welfare del 2008 le pensioni cambiano di nuovo e per la maggior parte degli italiani si allontana il momento dell’uscita dal lavoro. La svolta è arrivata con il decreto legge 78/2010 sulla manovra che, per tenere in equilibrio i conti della previdenza, ha introdotto due importanti novità. La prima riguarda praticamente tutte le categorie e dal 2011sposta in avanti il traguardo della pensione con la finestra “mobile o a scorrimento”. Si tratta in pratica di un sistema che sostituisce le finestre attuali con un’unica decorrenza, fissata dopo 12 o 18 mesi dal raggiungimento dei requisiti rispettivamente per i lavoratori dipendenti e autonomi. L’età del pensionamento nel settore privato non cambia. Dal 2012 nel settore pubblico, invece, le donne dovranno lavorare fino a 65 anni come gli uomini. L’equiparazione era già in programma per il 2018 ma l’Unione europea ha imposto un’accelerazione che taglia le tappe intermedie con uno scalone di quattro anni. Per gli italiani che non sono vicini al ritiro è alle porte un'altra importante novità. Dal 2015 diventerà mobile anche l’età di pensionamento che ogni tre anni sarà adeguata alla speranza di vita della popolazione.
CARTA ACQUISTI: SALE IL LIMITE DI REDDITO
Febbraio 2010 - (Pagina 37)
Si adegua al costo della vita il tetto di reddito entro il quale i più bisognosi possono ottenere la carta acquisti per i beni di prima necessità e il pagamento delle bollette. Il messaggio 384/2010 dell’INPS specifica che la rivalutazione dei livelli reddituali e dell’Isee è stata effettuata applicando ai valori precedenti le percentuali del 3,2% per il 2009 e dello 0,7% per l’anno in corso. La Carta Acquisti è una normale carta di pagamento elettronico, uguale a quelle che sono già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro Paese. Principale differenza è che con la Carta Acquisti le spese, invece che essere addebitate al titolare della Carta, sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato. La Carta potrà essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati al circuito Mastercard. I negozi che espongono il simbolo qui di fianco, inoltre, daranno sconti aggiuntivi alle normali promozioni. Ricordiamo che possono beneficiare della carta acquisti gli anziani tra i 65 e i 69 anni che nel 2010 hanno redditi di pensione e di altra natura fino a 6.235 euro. Dai 70 anni in su la soglia di reddito sale a 8.313,80 euro l’anno. In questo numero come ottenerla.
COMMERCIANTI: CONTRIBUTO PER LA PENSIONE ANTICIPATA
Aprile 2010 - (Pagina 10)
Il “collegato lavoro” alla Legge finanziaria 2008, approvato dal Parlamento a marzo 2010, conferma i requisiti ed i termini per la presentazione delle domande di prepensionemento da parte dei piccoli commercianti che vogliono ritirarsi dall’attività. Lo speciale indennizzo Introdotto dal decreto legislativo 207/96 era stato prorogato dal decreto anticrisi 2/2009. Ma ai soggetti in attività, si chiede di versare per un anno in più (fino al 31 dicembre del 2014) un contributo aggiuntivo dello 0,09% del reddito dichiarato ai fini previdenziali, appunto per finanziare i prepensionamenti.
CONTRIBUTI VOLONTARI 2010: QUANTO COSTANO
Giugno 2010 - (Pagina 47)
Anche quest’anno costa un po’ di più coprire un anno di assicurazione con i versamenti volontari. Rispetto al 2009 il rincaro è comunque poca cosa perché la discesa dell’inflazione ha comportato un adeguamento minimo dei valori (+0,7%) legati, come per le pensioni, agli indici Istat sul costo della vita. Le cifre da pagare non sono comunque uguali per tutti in quanto variano in base alla retribuzione percepita nell’ultimo anno di attività. In questo numero: come si presenta la situazione per le diverse categorie in vista della prima scadenza in calendario, quella del 30 giugno 2010, entro la quale va versato il trimestre gennaio – marzo 2010.
EVASIONE CONTRIBUTIVA SOTTO LA LENTE DELL’INPS
Marzo 2010 - (Pagina 13)
L’Inps ha già fatto sapere (circolare 23/2010) che intensificherà per combattere il fenomeno dell’evasione contributiva. La verifica sarà incentrata sulla posizione previdenziale di 450 mila soci di società e di 120 mila professionisti che non risultano iscritti ad alcuna gestione previdenziale. Il campione è stato individuato mediante un confronto con le denunce dei redditi presentate all’Agenzia delle Entrate.
ISEE, IL FISCO CONTROLLERÀ I DATI DELLA DICHIARAZIONE
Aprile 2010 - (Pagina 10)
D’ora in poi passeranno al vaglio preventivo dell’Agenzia delle entrate le dichiarazioni Isee presentate dai cittadini per ottenere servizi e prestazioni sociali a condizioni agevolate. Lo stabilisce il “collegato al lavoro” alla Legge finanziaria 2010, approvato dal Parlamento a marzo 2010, per evitare indebite erogazioni a favore di falsi poveri che in più occasioni sono stati individuati attraverso controlli della Guardia di Finanza.
LA MANOVRA NEL SETTORE PREVIDENZIALE
Settembre 2010 - (Pagina 3)
Nel settore previdenziale, segnaliamo gli interventi della Manovra per contrastare l’evasione contributiva e gli abusi in materia di invalidità civile, l’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne del pubblico impiego a partire dal 2012, le modifiche alle c.d. “finestre” per la decorrenza dei trattamenti pensionistici e le disposizioni che correlano, dal 2015, l’età di pensionamento all’incremento della speranza di vita rilevato dall’ISTAT.
LAVORATORI AUTONOMI: DOPPIO VERSAMENTO
Novembre 2010 - (Pagina 10)
Novembre è decisamente un mese pesante per artigiani e commercianti. Oltre all’acconto sulle tasse, ci sono da pagare i contributi Inps per i quali si concentrano nella seconda metà del mese gli ultimi due appuntamenti dell’anno. Entrambe le categorie sono chiamate a versare, sia la terza rata del contributo minimo che il secondo acconto del contributo a percentuale al quale sono obbligati coloro che hanno prodotto redditi superiori al minimale imponibile (14.334 euro).
LAVORATORI DOMESTICI E BADANTI: SOLO UN MINI RITOCCO AI CONTRIBUTI
Marzo 2010 - (Pagina 39)
Contributi Inps fermi o quasi per i lavoratori domestici. Il rallentamento dell’inflazione nello scorso anno agevola le famiglie che nel 2010 pagheranno praticamente le cifre dell’anno scorso. L’adeguamento delle retribuzioni imponibili al costo della vita (+0,7%) ha fatto scattare aumenti di appena uno o due centesimi sul contributo orario. Né inciderà più di tanto sul costo di colf e badanti l’aggiornamento dei minimi salariali che hanno subito solo lievi ritocchi. In questo numero ricordiamo come bisogna regolarsi nelle diverse situazioni in vista della prima scadenza, quella dell’10 aprile prossimo, entro la quale va versato con le nuove tariffe il primo trimestre dell’anno.
LAVORATORI PRECARI: ENTRO MARZO LA RICHIESTA DELL’ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE
Marzo 2010 - (Pagina 13)
Il 2009 è stato un anno pesante per l’occupazione. Ma chi ha lavorato per almeno tre mesi potrà contare nel 2010 su un aiuto da parte dello Stato. Si tratta dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti per la quale va presentata domanda all’Inps entro il 31 marzo prossimo. Di questa prestazione usufruiscono per lo più di lavoratori stagionali e precari in quanto è più facile da ottenere rispetto a quella ordinaria che richiede un maggior numero di contributi. Ne beneficiano tra gli altri gli insegnanti supplenti, i soci di cooperative di lavoro, i lavoratori dello spettacolo e coloro che sostituiscono temporaneamente nelle aziende dipendenti in malattia o in maternità.
LAVORATORI PARASUBORDINATI: AUMENTANO I CONTRIBUTI
Gennaio 2010 - (Pagina 45)
Previdenza più cara per i lavoratori parasubordinati iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps. Da gennaio 2010 è scattato il terzo e ultimo adeguamento previsto dalla legge 247/2007, che porta dal 25,72 al 26,72 % il prelievo sui compensi. L’aliquota comprende la quota (0,72%) destinata al finanziamento dell’assegno familiare e delle indennità di malattia e maternità. Il contributo resta fermo al 17% per i pensionati e per coloro che svolgendo una seconda attività sono iscritti anche alla gestione separata.
MANOVRA ECONOMICA: TUTTI IN PENSIONE UN PO’ PIÙ TARDI (DA 2 A 12 MESI)
Giugno 2010 - (Pagina 5)
La manovra correttiva dei conti pubblici, varata dal governo nel maggio scorso (decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, in G.U. con la stessa data), non modifica i limiti di età e i requisiti per la pensione, come da molti si temeva. Di fatto, però, a partire dal 2011 gli italiani lasceranno tutti il lavoro più tardi per via della cosiddetta finestra “mobile” che, sostituendo quelle fisse, previste dalla normativa attuale, comporta un allungamento di fatto dei tempi per il ritiro dall’attività (In questo numero è spiegato il meccanismo della finestra mobile). A questa, che è certamente la principale novità in materia di previdenza, si affianca un giro di vite sulle pensioni di invalidità civile. Dal 1° giugno di quest’anno la percentuale minima per ottenere l’assegno passa dal 74 all’85% e saranno ulteriormente intensificati i controlli sui falsi invalidi. Ora il decreto sulla manovra inizia il suo cammino parlamentare durante il quale certamente ci saranno aggiustamenti; né sono da escludere nuove misure, augurandosi che non si tratti solo di nuovi tagli. Per quanto riguarda le pensioni le nuove regole entreranno in vigore dal 1° gennaio prossimo per cui non saranno toccati i diritti di coloro che maturano i requisiti entro il 2010.
PENSIONI DI ANZIANITÀ: LA FINESTRA DI APRILE
Marzo 2010 - (Pagina 12)
Ad aprile ripartono le pensione di anzianità e di vecchiaia. Per le uscite anticipate dal lavoro questa volta molti dipendenti devono segnare il passo. Della seconda finestra del 2010 possono approfittare, infatti, soltanto coloro che hanno raggiunto il tetto massimo dei 40 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2009. Nella stessa situazione si trovano i lavoratori autonomi che hanno maturato lo stesso requisito (40 anni di versamenti) tre mesi prima. Non ci sono, invece, novità per i pensionamenti di vecchiaia per i quali il calendario previsto dalla legge 247/2007 non prevede condizioni diverse per le quattro finestre annuali.
PENSIONI MINIME E MAGGIORAZIONI: I NUOVI LIMITI DI REDDITO
Febbraio 2010 - (Pagina 35)
Il 1° gennaio è scattato il consueto adeguamento delle pensioni al costo della vita. Con la stessa percentuale (0,7%) sono stati aggiornati automaticamente anche i limiti di reddito che i pensionati non devono superare per conservare il diritto ad alcune prestazioni. Ai nuovi tetti sono interessati soprattutto coloro che percepiscono il trattamento minimo e le maggiorazioni sociali che a certe condizioni fanno salire l’assegno fino a 597,41 euro al mese.
PENSIONI, A LUGLIO TORNA LA “QUATTORDICESIMA”
Maggio 2010 - (Pagina 46)
A luglio torna la quattordicesima sulle pensioni più basse. Il bonus annuale previsto dalla legge 127/2007 è legato ad un doppio requisito, di età e di reddito. Ne possono beneficiare, infatti, coloro che hanno almeno 64 anni di età e un reddito personale (quello del coniuge non conta) fino ad una volta e mezza il trattamento minimo dell’Inps (8.988,91 euro nel 2010).
PENSIONI, VERIFICA DEI REDDITI SOLO PER POCHI
Giugno 2010 - (Pagina 46)
Da quest’anno vita più facile per i pensionati che devono dare conto all’Inps delle proprie entrate per beneficiare di prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito. La dichiarazione con il famoso modello Red va presentata entro il 30 giugno soltanto da coloro che hanno redditi non soggetti all’Irpef come le pensioni di guerra, le indennità di invalidità civile e le rendite Inail. Per tutti gli altri ci pensa l’Inps che preleverà dagli archivi del Fisco tutte le informazioni riguardanti i redditi dei pensionati. Per mettere in pratica le nuove modalità di comunicazione dei redditi, introdotte dalla legge 102/2009, l’ente si è regolato in questo modo. Con il “bustone” inviato all’inizio dell’anno ha fatto prevenire a tutti i potenziali interessati, insieme al modello Cud e la dichiarazione per le detrazioni, anche il modello Red non essendo a conoscenza delle possibili variazioni intervenute nella loro situazione reddituale. Con lo stesso plico è stata inviata anche una comunicazione con la quale si spiega che entro il 30 giugno la dichiarazione dovrà essere presentata tramite i CAF solo nel caso in cui:
  • nella situazione reddituale del soggetto e dei suoi familiari c’è stata una variazione ed è al tempo stesso egli risulta titolare di redditi che non vanno dichiarati al Fisco;
  • non ci sono state variazioni ma il pensionato ha comunque redditi che non vanno dichiarati al fisco.
  • PENSIONI: DA GENNAIO SCATTA LA RIVALUTAZIONE ISTAT
    Dicembre 2010 - (Pagina 45)
    A gennaio ci sarà un piccolo aumento dell’assegno per 18 milioni di pensionati grazie allo scatto di scala mobile. Con la cosiddetta perequazione automatica i trattamenti saliranno dell’1,4% (ma non per tutti) in linea con l’andamento dell’inflazione ufficiale registrata dall’Istat. Per pagare puntualmente i nuovi importi in gennaio gli enti previdenziali si basano sull’inflazione degli ultimi 12 mesi fino al mese di settembre (settembre 2008 - settembre 2009), salvo poi fare un conguaglio l’anno successivo con il dato definitivo del mese di dicembre.
    PENSIONI: DAL 2010 NUOVI COEFFICIENTI
    Marzo 2010 - (Pagina 12)
    Quanto prenderà di pensione chi lascia il lavoro nel 2010? Per saperlo con esattezza non c’è bisogno di un esperto. Ora che si conoscono i nuovi coefficienti Istat, con i quali si rivalutano gli stipendi degli ultimi anni, ognuno può arrivare da solo al risultato finale. L’operazione è ancora più facile per chi ha dimestichezza con il computer ed è in possesso del codice personale (Pin) che viene rilasciato on line dal sito dell’Inps. In questo caso può utilizzare un programma (Sezione software - per il cittadino) con il quale potrà conoscere l’importo preciso dell’assegno in base all’anzianità maturata e alle retribuzioni risultanti dall’ultimo estratto contributivo che viene aggiornato ormai mese per mese. Con lo stesso programma può fare un calcolo simulato della futura pensione anche chi non è ancora vicino al traguardo. Basterà inserire per gli anni mancanti i dati delle retribuzioni che prevede di conseguire.
    PENSIONI: LE NUOVE REGOLE CHE SCATTERANNO NEL 2011
    Ottobre 2010 - (Pagina 5)
    Dal 2011 gli italiani andranno in pensione più tardi (vedi “leggi illustrate” di settembre scorso) per via della cosiddetta finestra mobile introdotta dalla manovra estiva sui conti pubblici. Sull’applicazione delle nuove regole il 24 settembre scorso l’Inps ha diffuso una circolare (n.126 /2010) che fornisce una serie di importanti precisazioni. L’ente di previdenza si sofferma anche sulle altre novità contenute nella legge 122/2010 e in particolare su quelle che riguardano la ricongiunzione dei periodi assicurativi.
    PENSIONI: IL CONGUAGLIO NEGATIVO RIDUCE L’AUMENTO
    Gennaio 2010 - (Pagina 42)
    Scala mobile con conguaglio negativo per 18 milioni di pensionati. Con una circolare di fine anno 2009 Inps e Inpdap hanno chiarito che l’aumento di scala mobile per il 2010 dello 0,7% sarà accompagnato dal recupero di quanto attribuito in più nel 2009 (in base ad un calcolo provvisorio dell’inflazione nel 2008). Lo scarto dello 0,1% sarà recuperato dall’Inps sulle prime due rate del 2010. Per gli importi entro i 6 euro la trattenuta sarà effettuata integralmente sulla rata di gennaio. Ai pensionati del pubblico impiego l’Inpdap farà il conguaglio in unica soluzione sulla rata di gennaio.
    PROROGHE PER GLI ALLUVIONATI DEL VENETO
    Dicembre 2010 - (Pagina 5)
    Per le imprese e i cittadini veneti danneggiati dalle recenti alluvioni, sono slittati - momentaneamente solo fino al 20 dicembre - gli acconti fiscali e contributivi in scadenza il 30 novembre. Si tratta di 3.343 aziende costrette, a causa dell’esondazione dei fiumi, ad interrompere l’attività economica e di oltre 2.700 famiglie obbligate ad abbandonare le proprie case. La loro individuazione è stata effettuata dal Commissario delegato per il superamento dell’emergenza (il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia). La mini proroga fiscale - che riguarda i versamenti del secondo o unico acconto 2010 delle imposte sui redditi (IRPEF ed IRES) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) - è stata sancita da un decreto del Ministero dell’economia e delle, al quale sono allegati gli elenchi dei soggetti destinatari del provvedimento, predisposti dal Commissario per l’emergenza. Quasi sicuramente è soltanto il prologo ad una più consistente sospensione, per la quale occorre però un vero e proprio intervento di legge (a tale scopo, dovrebbe tornare utile il consueto decreto “milleproroghe” di fine anno). Non c’è proroga per l’acconto IVA che scade il 27 dicembre. rinviato alla stessa data anche il pagamento dei contributi previdenziali dovuti da artigiani e commercianti, con termine di scadenza coincidente con quello delle imposte (30 novembre). Il dicastero, con comunicato stampa del 27 novembre, ha infatti informato che, non potendo disporre in modo autonomo lo slittamento, ad esso si provvederà con un’ordinanza della Protezione civile.
    PUBBLICO IMPIEGO: DA GENNAIO IN PENSIONE CON LE NUOVE REGOLE
    Novembre 2010 - (Pagina 11)
    Una volta maturati i requisiti, anche i dipendenti pubblici devono restare in servizio per altri 12 mesi prima di ottenere la pensione. Lo ha confermato l’Inpdap che con una circolare 18/2010 dell’8 ottobre scorso spiega gli effetti della cosiddetta finestra mobile, precisando anche in quali settori e situazioni valgono ancora le vecchie regole. L’ente di previdenza si sofferma anche sulle altre novità previste dalla legge 122/2010 e in particolare su quelle in materia di ricongiunzione dei periodi assicurativi che interessano il comparto pubblico.
    RATEIZZAZIONI AGEVOLATE PER I DEBITI INPS
    Ottobre 2010 - (Pagina 5)
    Boccata di ossigeno per i lavoratori autonomi e le imprese che non sono in regola con il versamento dei contributi previdenziali. Per attenuare gli effetti della crisi sui soggetti in difficoltà, l’Inps agevolerà (circolare n. 106/2010) il pagamento rateale delle pendenze arretrate rendendo più spedita la procedura ed eliminando alcuni versamenti in acconto. L’altra novità di rilievo è costituita dal fatto che per i debiti iscritti a ruolo la domanda di rateazione può essere chiesta ora solo ad Equitalia e non più anche all’Inps come in passato.
    SANATORIA COLF E BADANTI: FACILITAZIONI E CONTRIBUTI
    Febbraio 2010 - (Pagina 37)
    Se il datore di lavoro è impossibilitato, può concludere la regolarizzazione per la colf e la badante facendosi sostituire da un familiare. Il rapporto di lavoro può essere sanato anche se è cessato prima della convocazione presso lo allo Sportello unico dell’immigrazione. Questi ed altri importanti chiarimenti sono stati forniti dal Ministero dell’Interno per facilitare la sanatoria in situazioni che non sono state prese in considerazione dalle norme sulla regolarizzazione emanate con la legge 102-2009.
    STRETTA PER GLI INVALIDI
    Gennaio 2010 - (Pagina 42)
    Integrazioni contributive ai lavoratori licenziati che si rioccupino, condizioni di accesso più facili per l’indennità di disoccupazione e controlli mirati per stanare i falsi invalidi. Sono questi gli interventi messi in campo dalla Finanziaria nel settore della Previdenza per il 2010. Nel 2010, con l’entrata in funzione del nuovo sistema che riorganizza l’intero settore dell’invalidità civile e affida all’Inps i compiti più importanti, (vedi “leggi illustrate” di dicembre 2009) diventeranno più efficaci anche i controlli per eliminare possibili abusi. Si tratta in altri termini di debellare il fenomeno dei falsi invalidi che ancora inquina un settore che eroga ogni anno prestazioni assistenziali a 2 milioni e mezzo di persone.
    VEDOVI E INVALIDI: QUANDO SCATTANO I TAGLI
    Febbraio 2010 - (Pagina 35)
    Con l’adeguamento delle pensioni al costo della vita con l’indice Istat (+0,7%), dal 1° gennaio sono stati aggiornati anche i tetti di reddito, al di sopra dei quali scattano per quelle di reversibilità e per quelle di invalidità pagate dall’INPS tagli che si portano via una bella fetta dell’assegno. Entrambe le categorie non possono beneficiare infatti dell’eliminazione del divieto di cumulo che la legge 33/2008 prevede per i pensionamenti per anzianità e vecchiaia. Le riduzioni toccano i pensionati che possono contare su entrate extra di una certa consistenza date da altre rendite, stipendi, ecc.
    Pubblico impiego
    “COLLEGATO” E RIORGANIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
    Aprile 2010 - (Pagina 11)
    Assomiglia alla rèclame di una nota marca di rotoloni da cucina questa riforma Brunetta della pubblica amministrazione: non finisce mai. Anche il “collegato-lavoro” alla Legge finanziaria 2010 approvato definitivamente dal Senato a metà marzo contiene l’ennesima sequela di norme – alcune immediatamente operative, altre di rinvio a interventi legislativi successivi – che riguardano il rapporto di pubblico impiego e la funzionalità delle amministrazioni. Esaurita la fase della lotta ai fannulloni e dei nuovi criteri per valutare il merito, l’efficienza e la produttività degli impiegati, il governo punta ora su temi più specifici e più direttamente connessi all’operatività degli uffici, con l’occhio sempre attento ai risparmi di gestione. In questo numero “leggi illustrate” esamina tutte le novità.
    CONFERMATI I SACRIFICI STABILITI DAL DECRETO 78/2010
    Settembre 2010 - (Pagina 3)
    Tra le varie prescrizioni della ricetta della Manovra per ridurre le spese, troviamo: il congelamento delle retribuzioni per il triennio 2011-2013; la riduzione dei trattamenti economici superiori ai 90.000 euro annui; il blocco della contrattazione collettiva per il triennio 2010-2012 senza possibilità di recupero successivo (è salva la sola indennità di vacanza contrattuale); il blocco del turn over anche per gli anni 2012 e 2013; l’estensione a tutti i dipendenti pubblici del regime del trattamento di fine rapporto previsto per il settore privato; la rateizzazione dell’erogazione del Tfr, se di importo superiore a 90.000 euro.
    MANOVRA ECONOMICA: PER IL PUBBLICO IMPIEGO BLOCCO RETRIBUZIONI E TURN OVER
    Giugno 2010 - (Pagina 6)
    Non è difficile prevedere che quando il decreto n. 78 del 31 maggio scorso (in G.U. con la stessa data) diventerà legge, sarà molto diverso dal provvedimento presentato a fine maggio all’opinione pubblica. Ma questo è il destino tipico di tutte le leggi italiane. Per ora, tra i punti essenziali del decreto legge del Governo per aggiustare i conti pubblici, va certamente incluso quello che riguarda i risparmi in materia di pubblico impiego. Si tratta di una serie di interventi che dovrebbero fruttare, nel complesso, almeno 7-8 miliardi di euro nel biennio 2010-2011. Il pezzo forte è rappresentato dal blocco per 3 anni dei rinnovi contrattuali per tutto il personale delle pubbliche amministrazioni. C’è, poi, anche un taglio alle retribuzioni, oltre un certo livello. I dettagli del provvedimento in materia di pubblico impiego in questo numero di “leggi illustrate”.
    PUBBLICI DIPENDENTI: I TAGLI NON SONO UGUALI PER TUTTI
    Luglio-Agosto 2010 - (Pagina 11)
    La conversione in legge del decreto 78/2010 (a.s. 2228) continua la sua faticosa navigazione parlamentare, fra emendamenti, pressioni politiche, malcontento dei settori più colpiti dalla manovra: in particolare, pubblico impiego e autonomie locali. Regioni e comuni tentano in ogni modo, attraverso emendamenti alla manovra, di recuperare almeno in parte i tagli tremontiani. Sembra, tuttavia, che potranno ottenere soltanto più autonomia nel distribuire i sacrifici in sede di conferenza Stato-Regioni. I sindacati sono sul piede di guerra, invece, per contestare i tagli della manovra nei confronti delle pubbliche amministrazioni; in particolare il blocco dei contratti per il triennio 2010-2012. Ma, come “leggi illustrate” spiega in questo numero, i tagli non sono uguali per tutti.
    RINNOVI CONTRATTUALI DEI PUBBLICI DIPENDENTI
    Gennaio 2010 - (Pagina 12)
    Tra le parti della Legge finanziaria 2010 che non hanno subito modifiche di rilievo rispetto alla prima versione del disegno di legge presentato alla fine di Settembre 2009, c’è quella che concerne il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro dei dipendenti pubblici, anche se per tutto il periodo che ha accompagnato la fase dell’esame parlamentare, non sono mancati gli scambi polemici fra governo e sindacati a causa dell’esiguità delle risorse destinate ai contratti di lavoro del pubblico impiego per il triennio 2010-2012. Questo tipo di polemica, di per sé, non è un fatto nuovo; anzi, si può dire che rappresenta un dato ricorrente in quasi tutte le leggi finanziarie. Stavolta, però, è stata più aspra per la sovrapposizione della riforma Brunetta da un lato e, dall’altro, dell’accordo del 22 gennaio 2009 sulla riforma del modello contrattuale nel settore privato (poi esteso anche alla p.a. il 30 aprile 2009) che, tra l’altro, ha provocato una profonda frattura nello stesso mondo sindacale. Per effetto di questo accordo, come è noto, la vigenza degli accordi collettivi è stata portata a 3 anni sia per la parte economica, che per quella normativa. E gli incrementi retributivi vengono calcolati in base a un nuovo indicatore di tipo “europeo”, basato su stime più realistiche degli andamenti inflativi. Ma, le somme stanziate sono modeste, se rapportate alla platea dei destinatari del settore pubblico. La Legge finanziaria (art. 2 commi da 13 a 20) prevede a carico del bilancio dello Stato 350 milioni di euro per il 2010, 571 milioni per il 2011 e 892 per il 2012. Con queste cifre è possibile erogare soltanto la cosiddetta “indennità di vacanza contrattuale” e gli incrementi che avrebbero dovuto essere corrisposti per il triennio 2010-2012 sulla base dei nuovi indicatori rimangono, per il momento, lettera morta.
    Scuola
    COME CAMBIA LA SCUOLA SECONDARIA
    Febbraio 2010 - (Pagina 7)
    A settembre prossimo dovrebbe debuttare la nuova scuola media superiore. La novità interessa più di mezzo milione di giovani che alla fine di questo anno scolastico lasceranno la scuola media. Poiché si tratta di una riforma molto incisiva non sarà facile orientarsi. I ragazzi non potranno neppure chiedere suggerimenti a fratelli o genitori ed il tempo stringe. Le iscrizioni per l’anno scolastico 2010/2011 andrebbero fatte entro questo febbraio ma, visto che la nuova legge ufficialmente ancora non è stata pubblicata, il limite per le iscrizioni è stato spostato al 26 marzo. Caratteristica della nuova legge è una robusta semplificazione dell’offerta formativa. La riforma spazza via un po’ tutte le sperimentazioni, spesso fantasiose, che hanno caratterizzato finora la nostra scuola. Obiettivo principale della semplificazione, certo, è quello di razionalizzare (leggi diminuire) la spesa (meno insegnamenti, meno ore di insegnamento, meno insegnanti), ma non vi è dubbio che - a riforma avviata - sarà più facile orientarsi nelle scelte. Basti l’esempio degli istituti tecnici. Chi vuole orientarsi non sarà più costretto a pescare la carta giusta nel mazzo di 39 percorsi diversi, articolati in più di 200 specializzazioni. Basterà scegliere preventivamente se si è più interessati all’economia o alla tecnologia. A quel punto rimarrà di scegliere fra i due indirizzi del primo settore o tra i 9 del secondo. Anche il settore dell’istruzione professionale guadagna decisamente in chiarezza. Si distinguerà in due grandi settori (industria e servizi). In questo numero tutti i percorsi previsti nei nuovi licei, istituti tecnici e professionali e tutti gli insegnamenti.
    Società
    CONCILIAZIONE, ORA FACOLTATIVA TRA UN ANNO SARÀ OBBLIGATORIA
    Aprile 2010 - (Pagina 3)
    Saranno sufficienti quattro mesi per risolvere una controversia che di solito impegna il nostro sistema giudiziario per anni? In verità, molti ne dubitano. E’ quanto si augura, però, il Governo che, esercitando la delega conferitagli dall’art. 60 della legge n 69 del 18 giugno 2009, ha approvato il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo scorso) in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. Lo scopo è quello di indurre le parti (addirittura obbligandole, in tutta una serie di casi), prima di rivolgersi al giudice, di tentare di arrivare ad un accordo amichevole (di conciliare, appunto) con l’aiuto di un professionista imparziale: il mediatore. Il tutto entro tempi molto brevi: massimo quattro mesi. E interessati benefici fiscali. C’è da dire, comunque, che il d.lgs. 28/’10 diventerà pienamente operativo tra un anno, in particolare a far data dal 20 marzo del 2011. Occorre, infatti, che siano emanati i decreti attuativi che individuino e disciplinino gli organismi (cioè gli enti pubblici o privati) presso cui verrà svolto il procedimento di mediazione, nonché formato il registro dove questi organismi dovranno iscriversi. Tuttavia, sin da subito, parte la conciliazione facoltativa (a libera scelta delle parti) di cui ci si potrà avvalere rivolgendosi agli organismi già esistenti (sempreché abbiano la competenza per la materia di interesse), nati in occasione della riforma del diritto societario.
    FONDI PER LE CARCERI E PER VELOCIZZARE I PROCESSI
    Gennaio 2010 - (Pagina 41)
    Notevole il pacchetto di interventi della Legge finanziaria 2010 in materia di giustizia. Una serie di commi (212-215) sono dedicati alla modifica di alcuni aspetti del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (“Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”), il cui obiettivo è quello di reperire nuove risorse da destinare al miglioramento dell’amministra­zione giudiziaria.
    IL DEBUTTO DELLA CLASS ACTION (MA I TRIBUNALI NON SONO ATTREZZATI)
    Febbraio 2010 - (Pagina 5)
    Accanto all’azione di classe a difesa dei consumatori nel settore privato, operativa dal 1° gennaio 2010, fa il suo ingresso nell’ordinamento italiano anche la class action nei confronti della pubblica amministrazione. Lo prevede un Decreto del Consiglio dei Ministri del 17 dicembre scorso (che traduce in norme giuridiche vincolanti i principi contenuti nell’articolo 4, comma 2, lettera l, della Legge delega 4 marzo 2009 n. 15). In pratica sarà possibile fare ricorso pure contro i disservizi ed i ritardi delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. Ma l’operatività pratica della class action “pubblica” è rimandata – come al solito - a dopo l’entrata in vigore di ulteriori decreti attuativi che stabiliranno gli standard qualitativi ed economici degli “uffici pubblici” nonché il loro impatto finanziario ed economico. Dal 1° gennaio 2010, cioè, i consumatori italiani possono esercitare un’azione collettiva (class action) a tutela dei propri diritti per danni o inadempienze contrattuali da parte delle aziende. In questo numero i benefici e i limiti del provvedimento.
    POSTA ELETTRONICA PER DIALOGARE CON LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
    Maggio 2010 - (Pagina 11)
    Con l’abilità comunicativa che anche i suoi più acerrimi oppositori gli riconoscono, il ministro Brunetta è riuscito ancora una volta a catturare l’attenzione dei media grazie all’avvio della diffusione su vasta scala della cosiddetta PEC (posta elettronica certificata). L’ennesima data fatidica da segnare sul calendario infinito delle “rivoluzioni” brunettiane è quella del 26 aprile scorso. Da quel giorno, infatti, è scattata la possibilità per tutti i cittadini italiani di richiedere allo Stato il rilascio gratuito di una personale casella di PEC, che potrà essere utilizzata per trasmettere o ricevere comunicazioni da qualunque ufficio della pubblica amministrazione. Modi e tempi sono illustrati nella circolare n. 2 della Funzione pubblica del 19-4-2010.
    SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE: RAZIONALIZZAZIONI E RISPARMI
    Gennaio 2010 - (Pagina 16)
    Una parte rilevante (commi da 66 a 91) dell’art. 2 della Finanziaria di quest’anno è dedicata ai provvedimenti per garantire l’equilibrio di bilancio del Servizio sanitario nazionale in linea con quanto stabilito nel cosiddetto “Patto per la salute” sottoscritto con l’intesa Stato-Regioni del 3 dicembre 2009. Vi è innanzitutto (comma 67) un incremento del livello di finanziamento statale già previsto per il 2010 (584 milioni di euro in più) e per il 2011 (419 milioni di euro in più), mentre per il 2012 viene previsto un incremento del 2,8% rispetto al 2011.
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