Ancora in calo l’inflazione. Quella registrata - su base annua - nel mese di marzo è dell’1,6%, rispetto all’1,8% del mese precedente.
Questi dati, ufficializzati dall’Istat, sono quelli utili per l’aggiornamento dei canoni derivanti da contratti liberi per le abitazioni (non interessano coloro che hanno applicato per il pagamento delle tasse la cedolare secca) e per l’adeguamento degli affitti commerciali. Come è noto esistono più indici: c’è l’indice Istat che indica il costo della vita per la collettività nazionale, ed è quello che viene per lo più comunicato dai mass-media (giornali e televisione); invece, per l’adeguamento dei canoni di affitto, l’indice da prendere in considerazione è il cosiddetto “indice del costo della vita per le famiglie di operai ed impiegati”.
Risultato di questa assurda duplicazione è che spesso si registrano differenze tra i due indici (poiché diversi sono i beni presi in considerazione per stabilire l’aumento dei prezzi).
La variazione dell’indice del costo della vita, applicabile ai canoni d’affitto, registrata a marzo 2013 (Gazzetta Ufficiale n. 94 del 22 aprile 2013), è il seguente:
Variazione costo della vita da marzo 2012 a marzo 2013: +1,6 % (ridotto al 75%: +1,2%).
Variazione costo della vita da marzo 2011 a marzo 2013: +4,9% (ridotto al 75%: +3,675%). |