Leggi Illustrate N. 445

Leggi Illustrate N. 445

FISCO

Decreto “Crescita”

La difficile convivenza tra le due diverse anime alla guida del Paese si è mostrata in tutta la sua complessità anche in occasione dell’ultimo importante provvedimento legislativo varato dal Governo, il cosiddetto “decreto crescita”. Il DL era stato licenziato una prima volta (sebbene un testo ufficiale non sia mai stato reso pubblico): vi si prevedevano sgravi e incentivi fiscali, disposizioni per il rilancio degli investimenti privati, norme per la tutela del made in Italy e ulteriori misure per la crescita.

In particolare, per quanto riguarda l’ambito tributario, venivano annunciati, tra gli altri: il ripristino del super ammortamento per i beni strumentali nuovi; la semplificazione della mini Ires; la maggiore deducibilità Imu dalle imposte sui redditi; modifiche al “patent box”, alle norme agevolative per i cosiddetti “impatriati” e il “rientro dei cervelli”, al regime forfetario, alla fatturazione elettronica, alla disciplina dei bonus per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico; incentivi per la valorizzazione edilizia; una rivisitazione del sisma bonus; l’estensione della rottamazione-ter alle entrate regionali e degli enti locali.

Che la pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale non sarebbe avvenuta in tempi rapidi era facilmente intuibile dalla discutibile formula (“salvo intese”) adoperata per l’approvazione del provvedimento.

Dopo quasi un mese dalla non pubblicazione del provvedimento è dovuto intervenire il presidente della Repubblica per “richiamare all’ordine” il Governo e sollecitarlo ad una seconda deliberazione. Cosa avvenuta (e faticosamente) soltanto il 23 aprile. Si è trattato di un altro Consiglio dei ministri dai toni accesi, dove il confronto/scontro politico è stato particolarmente vibrante, non tanto sulle misure per la crescita, quanto su un nuovo argomento (il c.d. pacchetto “salva Roma”), che ha ulteriormente alimentato la tensione tra i due leader della coalizione di governo.

Il nuovo decreto-legge (n. 34 che porta la data del 30 aprile scorso, in G.U. n. 100 dello stesso giorno), rispetto alla prima versione, ha perso qualche pezzo; ma complessivamente è “lievitato”, perché, oltre a introdurre misure urgenti per la crescita economica, ora interviene anche in settori industriali in crisi (leggi Alitalia e Ilva) e contiene pure le norme per indennizzare i risparmiatori vittime dei crac bancari.

In questo numero esaminiamo le principali misure. Fermo restando che, trattandosi di decreto legge, le norme introdotte, seppur immediatamente in vigore dalla data di pubblicazione in Gazzetta, sono da considerare “provvisorie”, in quanto suscettibili di modifiche da parte del Parlamento, chiamato a tramutare in legge il provvedimento nei successivi 60 giorni. Le analizzeremo in maniera più approfondita quando le stesse, dopo l’iter di conversione, avranno assunto il loro “aspetto” definitivo e, presumibilmente, come consueto, saranno state raggiunte da ulteriori disposizioni “suggerite” da deputati e senatori.

IMMOBILI

Novità in materia di distanze tra edifici nei centri abitati

Demolizioni e ricostruzioni più facili. E, con riferimento agli edifici distrutti dai terremoti verificatisi in Molise e nell’area Etnea, contributi fino al 100% delle spese per la ricostruzione e il ripristino, oltre alla sospensione, negli stessi territori, delle scadenze fiscali.

Sono queste le principali misure, in materia edilizia, previste del decreto-legge 18 aprile 2019 n. 32 (“Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”), meglio noto come “decreto Sblocca cantieri”. Misure di interesse, per un verso, generale, dato che una parte va ad incidere sulla disciplina nazionale delle distanze tra fabbricati; per altro verso, particolare, dato che un’altra parte riguarda i Comuni della provincia di Campobasso e Catania colpiti, rispettivamente, dagli eventi sismici del 16 agosto e del 26 dicembre 2018.

In questo numero i contenuti del provvedimento.

LAVORO

Decreto “Sblocca cantieri”

La gestazione è stata lunga, lunghissima, ma alla fine il decreto legge cosiddetto Sblocca cantieri è diventato realtà. E’ stato definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Decreto n. 32/2019 in G.U. dello scorso 18 aprile).

Ora il provvedimento è atteso alle Camere per l’iter di conversione in legge mentre sempre in Parlamento – come ricordato nel precedente numero di “leggi illustrate” – procede in parallelo l’esame del disegno di legge che delegherà il Governo a riscrivere interamente la disciplina degli appalti pubblici in Italia.

Lo Sblocca cantieri, in pratica, anticipa alcune modifiche al vigente Codice degli appalti, ritenute urgenti dal mondo delle costruzioni.

Per l’approvazione del decreto sono stati necessari due diversi passaggi in Consiglio dei Ministri: inizialmente l’approvazione “salvo intese” del 20 marzo scorso, poi c’è voluto quasi un mese per la “limatura del testo”, al punto di spingere il Quirinale a chiedere un ulteriore passaggio del provvedimento in Consiglio dei Ministri.

LAVORO

Bonus assunzioni “Giovani neet”

Via libera dell’Inps, con quattro mesi di ritardo, al cosiddetto “Bonus Neet”. La pubblicazione del decreto 51/2018, che rendeva operativa l’agevolazione del piano europeo “Garanzia giovani” porta infatti la data del dicembre scorso. L’incentivo, che premia i datori di lavoro che dal 1° gennaio al 31 dicembre di quest’anno assumono giovani tra 16 e 29 anni con lo sgravio totale dei contributi fino a 8.060 euro (671,66 a mese), può essere fruito a partire dal mese di aprile (termine per inviare la denuncia: 31 maggio), mentre per recuperare il bonus relativo ai mesi da gennaio a marzo, da parte di chi abbia fatto assunzioni in questo periodo, c’è tempo fino al 31 luglio. Il bonus, che è riconosciuto a domanda, è concesso nel limite delle risorse disponibili, pari a 160 milioni di euro. Lo spiega l’Inps nella circolare n. 54/2019.

LAVORO

Incentivo occupazione Mezzogiorno

Via libera al bonus Sud, anche se non ancora operativo. Il datore di lavoro che nel Mezzogiorno assume giovani (16 – 34 anni d’età) e meno giovani (più di 34 anni se privi d’impiego retribuito da sei mesi), disoccupati, avrà diritto a un anno di esonero contributivo, nel limite di 8.060 euro. Il decreto n. 178 del 19 aprile, dà attuazione alla legge di bilancio 2019 (art. 1, comma 247), destinando 120 mln di euro di risorse (limite entro cui l’Inps potrà riconoscere l’incentivo). Ora manca la solita circolare dell’Inps.

Novità del bonus, è la sua cumulabilità con l’incentivo all’assunzione dei percettori del reddito di cittadinanza (Rdc) che, sempre come sgravio, riconosce il diritto al datore di lavoro di fruire dei restanti mesi del Rdc non fruito dal neoassunto (con minimo di cinque mesi).

PREVIDENZA

“Quota 100”: chiarimenti dell’Inps

Chi sta fruendo dell’Ape, sociale o volontaria, può invocare quota 100 per mettersi in pensione prima. Il fatto di fruire già della prestazione agevolata a carico dello stato (Ape sociale) o del prestito sulla pensione (Ape volontaria) non è di ostacolo all’accesso al (pre)pensionamento vero e proprio, se ha maturato quota 100 con un’età di almeno 62 anni assieme ad (almeno) 38 anni di contributi. Questa e altre precisazioni, circa quota 100 e le nuove opportunità di pensionamento introdotte dal dl n. 4/2019, convertito dalla legge n. 26/2019, sono contenute nel messaggio n. 1551/2019 dell’Inps. Si tratta di risposte a quesiti che l’Istituto ha fornito nei primi mesi di operatività delle nuove misure di prepensionamento: quota 100, opzione donna, cristallizzazione requisiti pensione anticipata, cristallizzazione dei requisiti per la pensione dei lavoratori precoci.

FISCO

Nuovo regime forfetario: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

La legge di Bilancio 2019 (articolo 1, commi da 9 a 11, legge 145/2018) ha modificato significativamente – come è ormai noto – la disciplina del regime forfetario introdotta dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014) in favore delle persone fisiche che, in possesso di determinati requisiti, esercitano un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, quindi commercianti, artigiani, imprenditori, professionisti, artisti. In particolare, ne è stato allargato notevolmente il perimetro di applicazione grazie all’innalzamento della soglia limite dei ricavi/compensi entro la quale è possibile avvalersene, ora fissata per tutti a 65.000 euro indipendentemente dall’attività esercitata, e all’eliminazione delle altre condizioni di fruibilità, che prima delimitavano la platea di potenziali beneficiari, ossia il tetto del costo dei beni strumentali utilizzati (20.000 euro) e quello delle spese sostenute per prestazioni di lavoro (5.000 euro).

Dal canto opposto, sono state riscritte e rafforzate le disposizioni relative alle cause che impediscono l’applicazione del regime, per evitare comportamenti elusivi, finalizzati a sfruttare artificiosamente la norma solo per conseguire vantaggi fiscali (frazionando le attività d’impresa o di lavoro autonomo svolte o trasformando attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo).

In questo numero i chiarimenti del Fisco su vincoli vecchi e nuovi.

INSERTO

Compiliamo insieme il Modello 730

Le nuove detrazioni – Il debutto del credito d’imposta per chi ha utilizzato l’APe (Anticipo Pensionistico) – Infine, una novità poco piacevole: il visto di conformità che CAF o professionista è tenuto ad apporre sulla dichiarazione non tutela più il contribuente da eventuali rilievi del Fisco.